Riforma pensioni, spesa previdenziale: le richieste dei sindacati

Riforma pensioni: Opzione donna, Quota 100 ed esodati, le ultime novità

In attesa dell’incontro fissato per il 27 gennaio 2020 con il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito le istanze contenute nella piattaforma unitaria in tema di pensioni.  “Questo deve essere un anno di vero cambiamento e il cambiamento il governo lo può fare solo confrontandosi con il sindacato”, ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, rimarcando che “quello che si apre con il Governo è un momento importante per portare a casa risultati. Rispetto ai temi servono risposte, bisogna trovare soluzioni per un vero cambiamento e al Governo deve essere chiaro che se pensa di fare un accordo con noi poi non può cambiare idea: gli impegni vanno rispettati”. Per leader della Cgil nel prossimo tavolo sulle pensioni si deve discutere del superamento della legge Fornero, affrontare la rivalutazione delle pensioni in essere e ragionare di una legge sulla non autosufficienza.

Entrando nel merito della riforma delle pensioni, Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl ha precisato: “Vediamo sbizzarrirsi in questi giorni un sacco di esperti: anche qui, il tavolo che apriremo con il governo deve essere un tavolo serio e che dovrà riprendere anche provvedimenti dell’ex governo Gentiloni, come l’Ape sociale, da rendere strutturale, l’individuazione dei lavori usuranti, la separazione dalla assistenza alla presidenza, alla pensione di garanzia per i giovani e il riconoscimento di almeno un anno di contributi per figlio alle donne. Se noi banalizziamo un atto di riforma così importante, dando un po’di numeri su come cambiare Quota 100, vuol dire che non si sono capite le priorità del paese”.

“Il problema che abbiamo di fronte è che il Paese è fermo. Il Governo ci ha promesso di discutere con noi, noi vogliamo discutere su testi scritti non su annunci”, ha puntualizzato il segretario generale delle Uil, Carmelo Barbagallo.

Fondo previdenziale integrativo pubblico, Ghiselli:”Non è una risposta a giovani e donne”

Nel corso di un’audizione presso la Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha illustrato l’ipotesi di introdurre un Fondo previdenziale integrativo pubblico gestito dall’Inps, che dovrebbe costituire una garanzia previdenziale per le donne ed i giovani con carriere discontinue.

“Chi ha un lavoro povero o precario non è nelle condizioni di versare contributi sufficienti per costruirsi una pensione pubblica, figuriamoci se avrà mai le disponibilità finanziarie per fare versamenti aggiuntivi per un Fondo integrativo”, ha osservato Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil. “Dare una prospettiva dignitosa a questi lavoratori rappresenta una nostra priorità. Lo si può fare  rafforzando la previdenza pubblica e valorizzando le posizioni previdenziali così da permettere anche ai giovani e alle donne occupati nelle attività più svantaggiate di avere una pensione dignitosa, quella che noi chiamiamo ‘pensione contributiva di garanzia”, ha precisato Ghiselli.

Anche la Uil è nettamente contraria all’ipotesi all’istituzione di un Fondo integrativo pensionistico pubblico gestito dall’Inps. “Il nostro sistema di previdenza complementare è già plurale, libero e concorrente e va rafforzato attraverso un rilancio delle adesioni e ripristinando una fiscalità incentivante”, ha puntualizzato Domenico Proietti, segretario confederale della Uil.

Spesa previdenziale e sostenibilità

Nel suo dossier  “Condizioni di vita dei pensionati negli anni 2017-2018”, l’Istat ha osservato che la spesa totale pensionistica, inclusa la componente assistenziale, nel 2018 raggiunge i 293 miliardi di euro  con +2,2% su variazione annuale. Il peso relativo della spesa pensionistica sul PIL si attesta al 16,6%, valore appena più alto rispetto al 16,5% del 2017, segnando un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente.

“È positivo che l’Istat, nel diffondere il dato della spesa previdenziale nel 2018, del 16,6 % rispetto al PIL, sottolinea che esso contiene anche la componente della spesa assistenziale”, ha dichiarato Proietti. “Occorre subito insediare la Commissione Istituita con l’ultima Legge di Bilancio per separare l’assistenza dalla previdenza. Da questa operazione risulterà che la spesa pura per pensioni in Italia è sotto al 12 % rispetto al PIL, perfettamente in linea con gli altri Paesi europei”, ha aggiunto il segretario confederale della Uil. “Questo equilibrio dei conti pensionistici consente di varare, nei prossimi mesi, un pacchetto di interventi, a cominciare da una flessibilità diffusa tra 62/63anni di accesso alla pensione, ed altre misure necessarie per reintrodurre elementi di equità e di giustizia nel nostro sistema previdenziale”, ha osservato il leader sindacale.

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