Riforma pensioni e legge di Bilancio 2020: le strade per la flessibilità in uscita

Riforma pensioni e legge di Bilancio 2020: le strade per la flessibilità in uscita

Quali novità porterà sulle pensioni la Legge di Bilancio 2020? Una delle poche certezze a disposizione è che la misura per le pensioni anticipate conosciuta come Quota 100 verrà portata avanti fino alla scadenza naturale. A confermarlo nuovamente è stato ieri il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in un’intervista a Zapping su Radio 1 Rai.

“Quota 100 rispetto alla quantità limitata di risorse del bilancio pubblico sicuramente non è stata una misura ottimale. Quelle risorse consistenti sarebbe stato meglio stanziarle in modo diverso“, ha dichiarato Gualtieri. “Dopo di che è una misura che esiste, è in vigore, ha creato delle aspettative, dei diritti acquisiti e sarebbe stato sbagliato smontarla immediatamente creando ansia, tensioni, esodati, per cui, dopo un’attenta valutazione abbiamo ritenuto che sia più corretto lasciarla così com’è“, ha chiarito il Ministro.

“E’ una misura che va ad esaurimento e che tra l’altro sta “tirando” meno del previsto. A causa delle condizioni un po’ penalizzanti, non ha avuto molto successo. Abbiamo valutato che comunque lasciarla ci procura in qualche modo dei risparmi significativi, che forse sono un po’ minori di quelli che si sarebbero determinati eliminandola o introducendo delle pesanti finestre. Abbiamo deciso di lasciare così come è per non creare un clima di ansia e incertezza, il che non toglie che dovremo affrontare il problema di quello che viene dopo“, ha aggiunto Gualtieri.

Riforma pensioni: le richieste dei sindacati

Nuovo confronto tra Governo e sindacati sulla Legge di Bilancio 2020. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha convocato i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, per lunedì 4 novembre alle 19 a Palazzo Chigi.  All’incontro saranno presenti anche i ministri Roberto Gualtieri e Nunzia Catalfo.

In tema di pensioni le OO.SS. chiedono una “vera” riforma previdenziale. “Tenendo conto sia delle proposte contenute nella Piattaforma di Cgil, Cisl e Uil, che della disponibilità del Governo ad una riforma complessiva del sistema chiediamo che venga realizzata una riforma previdenziale volta a garantire flessibilità in uscita per tutti dopo i 62 anni, con interventi che tengano conto della condizione delle donne, dei lavoratori discontinui e precoci, dei lavoratori gravosi e usuranti, del lavoro di cura, e degli esodati. Chiediamo infine che venga introdotta una pensione contributiva di garanzia per i più giovani”, ha chiarito  il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli.

Pensioni Quota 100, Loy: “Le donne sono state massacrate dagli ultimi interventi pensionistici”

Guglielmo Loy, presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Inps, a margine della presentazione del bilancio sociale dell’Ente in Sicilia per il 2018, ha sottolineato una delle criticità più evidenti delle pensioni anticipate Quota 100, ossia l’impossibilità per molti lavoratori, perlopiù donne, di poter soddisfare il requisito contributivo di 38 anni necessario per l’accesso alla misura.

“Le donne sono state massacrate dagli ultimi interventi pensionistici, dalla Fornero a Quota 100, che ha premiato i maschi e il pubblico impiego e il Nord Italia”, ha precisato Loy, sottolineando che in questo modo “è rimasta scoperta un’intera fascia di popolazione che non può accedere ai 38 anni di contributi”.  “A queste persone va data una risposta con strumenti di flessibilità di uscita diversa dall’attuale”, ha osservato il presidente del Civ.

Pensioni anticipate: Orietta Armiliato su Quota 100 rosa, Opzione donna ed invecchiamento attivo

In tema di riforma delle pensioni e flessibilità in uscita  MyMagazine ha chiesto ad Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social, se la proposta partita dal CODS di introdurre una misura pensionistica chiamata Quota 100 rosa, che consentirebbe l’accesso alla quiescenza con 62 anni d’età e 36 di contributi, con una riduzione per le donne di due anni di contribuzione rispetto a Quota 100 in virtù dei lavori di cura, potrebbe essere la risposta alle esigenze delle donne in termini di flessibilità in uscita invocata da Loy.

Orietta Armiliato: “Assolutamente sì! Ma oltre a quelle che sono le segnalazioni di Loy, vi sono le medesime considerazioni espresse sulla materia da Cesare Damiano, Domenico Proietti, Roberto Ghiselli, Ignazio Ganga e ovviamente della sottoscritta che l’ha proposta. D’altra parte, tutti coloro i quali hanno ben chiari quali siano i bisogni delle lavoratrici le loro,problematiche e le logiche conseguenti, non possono che essere concordi con quanto espresso dal Presidente dei Civ-Inps.

Il CODS chiede che Opzione donna venga prorogata fino al 2023.

Orietta Armiliato: Non più tardi di ieri il il Segretario della CGIL Maurizio Landini, ha dichiarato fra le altre che “bisogna arrivare al punto che ogni mese non discuti di che cosa ti succederà il prossimo anno”. Mi pare chiaro che il #diannoinannoancheno sia un sistema che chiunque abbia rispetto dei lavoratori, non può digerire di buon grado”.

Nel DDL “Misure urgenti per la flessibilità e l’equità intergenerazionale del sistema
previdenziale. Delega al Governo per l’introduzione della pensione di garanzia” del senatore del Partito Democratico Tommaso Nannicini è prevista una pensione di cura che riduce i requisiti contributivi per le donne con figli o con familiari non autosufficienti.

Orietta Armiliato: “Comprendo la necessità di voler mettere al centro la famiglia e, senza dubbio, se ne ha più bisogno di quel che non si creda ma, francamente quando si parla di donne solo legandola al tema della maternità, non posso fare a meno di avere più di qualche moto di ribellione. In ogni caso, vedremo in concreto che cosa porterà il “pacchetto famiglia” che pare abbia avuto un capitolo fra i provvedimenti che questa Legge di Bilancio proporrà a brevissimo alle Camere”.

Il Rapporto del Censis porta alla ribalta il tema dell’invecchiamento attivo. Il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo ha affermato: “È necessario costruire un percorso per l’invecchiamento attivo della popolazione: bisogna consentire ai pensionati di svolgere lavori socialmente utili. In questo modo, si integrerebbero assegni pensionistici sempre più esigui e si manterrebbero in attività persone che possono offrire alla società il contributo della loro esperienza”.

Orietta Armiliato: “La questione è spessa e dunque necessita di essere approfondita per bene. È un fatto che il nostro è un Paese dove l’invecchiamento della popolazione, dovuto alla diminuzione del tasso di natalità e al contempo da una più elevata aspettativa di vita, deve essere tenuto in debita considerazione e, non è detto aprioristicamente che da questa situazione non si possano ricavare ottimizzazioni a vantaggio dei singoli e di conseguenza della comunità”.

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