Donne e pensioni, il futuro di Opzione donna: l’intervista ad Orietta Armiliato del CODS

Donne e pensioni, il futuro di Opzione donna: l'intervista ad Orietta Armiliato del CODS

“Noi del CODS continuiamo a batterci ed a percorrere tutte le strade bussando ad ogni porta per ottenere una pensione migliorativa rispetto a quelle presenti nel nostro ordinamento previdenziale tramite riconoscimenti tangibili e stiamo lavorando affinché siano scritte norme che, eque ed accessibile a tutte le donne indistintamente le liberino dai mille lacci e lacciuoli temporali ed anagrafici o altro e, dunque, cerchiamo di poter ottenere misure più favorevoli e che siano strutturali“, sono alcune frasi di un post di Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social, che ben esprimono la filosofia che ispira il gruppo nato in rete.

In un’intervista che ha rilasciato in esclusiva a MyMagazine, Orietta Armiliato ha toccato il tema delle pensioni anticipate con Quota 100 ed Opzione donna, rilanciando l’idea di una previdenza che tuteli le donne non solo in quanto madri. Il riconoscimento ai fini previdenziali dei lavori di cura, per Armiliato “sarebbe davvero un significativo segnale ed un importante passo in avanti rispetto ad una cultura e ad un sistema di welfare per altro informale, che ci ha sacrificate e penalizzate per anni”. 

Opzione donna e Quota 100

Nell‘intervista di Cesare Damiano alla senatrice Nunzia Catalfo, l’esponente dem ha precisato che per le donne è molto difficile raggiungere il requisito di 38 anni di contributi per accedere a Quota 100. La senatrice ha dichiarato:”C’è Opzione donna, quindi si bilancia un po’ la questione, si interviene anche sulla questione delle donne che, in effetti, iniziano a lavorare un po’ più tardi e quindi potrebbero avere più difficoltà ad accedere a Quota 100, anche se ci sono delle adesioni anche delle donne”. Come valuta questa affermazione?

“La valuto per quello che è: una risposta insufficiente. Dopodiché sono i numeri a rispondere nella loro cruda oggettività ed i numeri evidenziano che solo il 17% delle richieste pervenute all’INPS sono state inviate da donne; in quanto al bilanciamento, io non lo vedo affatto, a partire dal metodo di calcolo pensionistico applicato alle due misure”.

Proroga di Opzione donna

“Durigon ha manifestato l’intenzione del Governo di voler prorogare Opzione donna con la nuova legge di Bilancio. Secondo lei la misura rischia di venire prorogata ogni anno senza diventare mai strutturale?”

Sono dell’idea che questa unica proroga concessa sia il capolinea di questa misura, perché oramai è datata e le lavoratrici oggi hanno bisogno di qualcosa di contemporaneo e che rispetti i contributi che hanno versato. Infatti si rileva che, oggi, il reddito di cittadinanza elargisce importi che sono pari alla media percepita dalle lavoratrici che scelgono OD ma…che hanno versato contributi per 35 anni. È del tutto inutile sottoscrivere che sarebbe meglio rivolgersi ad altre forme”.

L’annuncio di una proroga di Opzione donna potrebbe diventare una carta politica da giocare all’occorrenza?

“Non mi stupirei. Le donne sono state spesso usate a seconda del bisogno (degli altri…ovviamente)”.

Riconoscimento dei lavori di cura

Il riconoscimento a fini previdenziali del lavoro di cura è uno dei temi rivendicati dalla piattaforma sindacale unitaria e dal CODS. Crede che questo Governo possa avere la volontà di lavorare in tale direzione?

“Me lo auguro perché sarebbe davvero un significativo segnale ed un importante passo in avanti rispetto ad una cultura e ad un sistema di welfare per altro informale, che ci ha sacrificate e penalizzate per anni. Auspico dunque ad un’apertura in questo senso che non vada, però, solo nella direzione di tutela e di riconoscimento delle lavoratrici madri come invece, da alcuni segnali, parrebbe. Detto ciò, si può pensare di partire dalla maternità ma solo per poter andare rapidamente oltre”.

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