Riforma pensioni, Quota 100: il Decretone ha avuto la fiducia della Camera

Riforma pensioni,Quota 100 ed Opzione donna: tutte le ultime novità

Il decreto legge 28 gennaio 2019, n.4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, ha avuto la fiducia della Camera con 323 a favore, 247 i voti contrari e 4 astensioni. Dopo l’esame degli ordini del giorno, oggi si svolgerà la votazione finale. Il “Decretone” tornerà poi in Senato per la terza lettura. Il processo di conversione in legge dovrà svolgersi entro il  il 29 marzo.

Nel corso delle dichiarazioni di voto l’On.Michela Rostan (Leu), vicepresidente della Commissione affari sociali della Camera, ha affrontato il tema delle pensioni anticipate con Quota 100 e del blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione stabilito fino a novembre. “Su “Quota 100”, mi limito a segnalare l’assurdo di combinare l’uscita dal lavoro con il blocco del turnover nel pubblico impiego fino a novembre. Si sta traducendo nella prospettiva di chiudere i servizi e, paradossalmente, i servizi più esposti sono quelli di cui più si ha bisogno sul profilo sociale e sanitario, quelli più faticosi. Rischiano la chiusura molti servizi sociali comunali, molti reparti ospedalieri: sono 41 mila le uscite previste nei ruoli della sanità tra medici, infermieri e personale tecnico. Come si erogano i servizi, se queste persone non vengono immediatamente sostituite? Domande a cui questo decreto non fornisce alcuna risposta”, ha osservato il deputato

La Fornero non è stata abolita

Lisa Noja (Pd) ha sottolineato che con Quota 100 la legge Fornero non è stata superata. ” Ci avevate detto che quella misura serviva per abolire la legge Fornero. Chiariamo subito: la legge Fornero resta lì dov’è, e voi avete mentito agli italiani. In quanto forza di opposizione potremmo dirci soddisfatti di questo, ma non lo siamo, perché noi vogliamo bene agli italiani, e ci dispiace molto che, pur a fronte di ingenti risorse stanziate, sprechiate una grande occasione per superare alcune rigidità di quella legge che i Governi precedenti avevano cominciato ad affrontare”, ha dichiarato nel suo intervento in Aula.

“Avreste, infatti, potuto rafforzare misure strutturali che consentissero il pensionamento anticipato per chi svolge lavori gravosi o usuranti. Avreste potuto considerare correttivi rivolti a chi nella propria vita non ha potuto, per ragioni indipendenti dalla sua volontà, avere una continuità contributiva: le donne, per esempio, su cui spesso grava la cura nelle famiglie o le persone che hanno avuto prolungati problemi di salute. Avreste potuto fare tutto questo, e l’avreste potuto fare senza minare la tenuta finanziaria del nostro sistema contributivo, e quindi senza ipotecare il futuro delle generazioni future, delle migliaia di giovani che hanno, anche loro, diritto ad immaginare di poter accedere ad un trattamento pensionistico dignitoso”, ha proseguito.

Secondo Noja:”Tra tre anni e dopo aver speso più di 20 miliardi tutti i problemi strutturali legati alla Fornero resteranno irrisolti, le future generazioni saranno gravate da un debito pesantissimo e saranno state sottratte al Paese risorse che avrebbero potuto essere investite in crescita e benessere di tutti i cittadini italiani”.

La pensione come diritto sociale

Per il deputato della Lega, Edoardo Ziello, membro della Commissione affari sociali della Camera, Quota 100 ripristina il diritto di andare in pensione ad un’età dignitosa. È questa la differenza di un partito come il nostro, che decide di investire 22 miliardi per ripristinare un diritto sociale, un diritto che dovrebbe essere portato avanti dalla sinistra e, invece, lo portiamo avanti noi: il diritto di andare in pensione ad un’età dignitosa, ad un’età adeguata; perché noi pensiamo, signor Presidente, che quando una persona arriva a 65 anni, a 62 anni, l’unico lavoro che gli possiamo chiedere è quello di fare il nonno, perché deve aiutare a crescere il nucleo familiare. Noi mettiamo al centro la famiglia, la famiglia è sacra, perché se la famiglia non sta bene non ci può essere nessuna crescita economica”, ha dichiarato in Aula alla Camera.

“E come abbiamo dimostrato questa concretezza sulle politiche migratorie, lo faremo nelle politiche economiche e nelle politiche del lavoro. Ecco perché abbiamo inserito l’“opzione donna” per tutte le donne che hanno versato 35 anni di contributi, ecco perché l’anticipo del TFS, ecco il divieto di cumulabilità del reddito da pensione con il lavoro, per il semplice fatto di spingere le persone ad accettare “quota 100”, che non è una misura sperimentale, è una misura che già durerà tre anni, con 22 miliardi – se fosse stata sperimentale, avremmo previsto le risorse soltanto per un anno – e sarà destinata a durare finché la Lega sarà al Governo, perché per noi il diritto di andare in pensione ad un’età ragionevole è un diritto sacrosanto che vogliamo assolutamente ripristinare e che, grazie al voto che si ci accingiamo a dare in questa Camera e al voto che daremo al Senato ben presto sarà una realtà concreta”, ha precisato il deputato.

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