Riforma pensioni, Quota 100 ed Opzione donna, tutte ultime novità

Riforma pensioni: Quota 100 e rivalutazione. Le ultime novità

L’iter di conversione in legge del decreto 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di Reddito di cittadinanza e di pensioni prosegue con la discussione in Aula alla Camera fissata per oggi,  lunedì 18 marzo 2019. L’esame degli emendamenti da parte delle Commissioni Riunite Affari sociali e Lavoro non ha prodotto gli effetti sperati sulle misure per le pensioni anticipate contenute nel decretone.

“Come noi del CODS abbiamo anticipato con largo anticipo rispetto al concretizzarsi delle risultanze, NESSUN emendamento che andava nella direzione di modificare i criteri di accesso alla misura dell’Opzione Donna consentendo l’ingresso anche alle nate nell’anno 1961 nonché la richiesta di diminuzione dei requisiti di accesso per Quota 100 tramite riconoscimenti contributivi, come anche da noi richiesto, a cui sono seguiti infatti una serie di emendamenti sia da parte del PD sia di FdI nonché di FI Camera e del Senato, é stato accolto”, ha puntualizzato Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social.

Domande per l’accesso a Quota 100

Alle ore 17.00 del 14 marzo 2019 le domande per il pensionamento anticipato in regime di Quota 100 sono state 92.280, con una prevalenza delle istanze presentate dai dipendenti pubblici, arrivate a quota 33.396, rispetto a quelle dei lavoratori dipendenti risultate 32.207. I requisiti per l’accesso al nuovo dispositivo per le pensioni anticipate (62 anni d’età e 38 di contributi versati) risultano proibitivi per moltissime donne, le cui domande d’accesso sono 25.000, a fronte delle 67.280 presentate da uomini, per i disoccupati e per chi svolge i lavori discontinui.

Gli esclusi da Quota 100

Il lavoro dell’edile è sicuramente annoverabile tra quelli a carattere discontinuo. Il 15 marzo scorso Fillea Filca Feneal hanno indetto lo sciopero delle costruzioni, culminato con una grande manifestazione. “Hanno fatto bene i segretari della categoria a ricordare che sarebbe ora di includere davvero, e non solo a parole, un lavoro così faticoso in un vero anticipo pensionistico.

Un edile, che svolge un lavoro discontinuo, ai 38 anni di contributi previsti dalla Quota 100 non ci arriverà mai e neanche ai 36 dell’Ape”, ha osservato Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico. “Va prevista, dunque, una specifica misura legislativa che modifichi l’attuale normativa troppa restrittiva dell’Ape sociale, perché non si può accettare un lavoro su impalcature in altezza svolto a 67 anni”, ha sottolineato l’esponente dem.

I costi di Quota 100, le rassicurazioni di Durigon 

Secondo un’analisi di Itinerari previdenziali: “I costi della sola Quota 100 per il periodo 2019-2026 (in quest’ultimo anno, in assenza di ulteriori agevolazioni, si esauriranno gli effetti finanziari di Quota 100) sono valutabili in circa 40 miliardi (tra i 36 e i 46 miliardi a secondo dei flussi); in aggiunta, tenderà di nuovo a peggiorare il rapporto attivi/pensionati che in questi ultimi 8 anni è migliorato approssimandosi per il 2020 a 1,5 attivi per ogni pensionato (un risultato notevole per l’Italia che non è la soluzione di tutti i problemi, ma tende a dare maggiore sicurezza al sistema pensionistico sotto il profilo del rapporto demografico) che, per l’effetto combinato di una stagnazione dell’occupazione e un aumento dei pensionati, potrebbe attestarsi sotto l’1,4″.

Per il sottosegretario al Ministero del Lavoro, Claudio Durigon, lo sblocco del turnover dovuto ai pensionamenti con Quota 100 ed il Reddito di cittadinanza innescheranno un circuito “virtuoso”. Concetti ribaditi anche nel corso degli incontri avuti al Consiglio Europeo dei Ministri del Lavoro, come ha sottolineato in un post.

“Incontro molto costruttivo al Consiglio Europeo dei Ministri del Lavoro. Il commissario Europeo al bilancio Valdis Dombrovskis ha ribadito le sue preoccupazioni per il debito pubblico Italiano, ma ho spiegato a lui ed ai Ministri presenti, la costruzione della manovra finanziaria e la necessità di Quota 100 come elemento che sta avviando il ricambio generazionale in Italia con le prime 92mila domande presentate in poco più di un mese. Ho spiegato che il nostro Paese ha estrema urgenza di uscire dal tunnel dei numeri negativi che ci mettono all’ultimo posto della classifica europea per gli occupati.

Siamo ormai in un mercato del lavoro evidentemente bloccato in uscita e l’azione che abbiamo messo in campo sta dando la possibilità di lasciare il mondo del lavoro con equità finanziaria e con attenzione al passaggio delle competenze. Nel triennio vareremo la riforma strutturale del sistema pensionistico. Ho fatto capire loro il circuito positivo che abbiamo avviato anche con il reddito di cittadinanza, che porterà ad una qualificazione dei lavoratori non occupati che saranno inseriti formati nel contesto lavorativo con incentivi per le aziende. Altro tema toccato nei miei 4 interventi al Consiglio EU, è quello della valutazione e del cambiamento delle agevolazioni del FEG, fondo che da risposte agli stati di crisi delle imprese, dando possibilità ai lavoratori licenziati di reinserirsi nel mondo del lavoro. È stato molto faticoso ma interessante e stimolante poter spiegare la nostra visione di Italia e di Europa ai nostri partner ed amici europei”, ha dichiarato Durigon.

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