Riforma pensioni: le ultime novità su Quota 100. La smentita di Tridico

Riforma pensioni 2019: Quota 100 nel mirino dei sindacati

Dopo l’approvazione del DEF sono aumentate le preoccupazioni sulla sostenibilità delle misure introdotte dal Governo giallo-verde. “Quota 100 e Reddito di cittadinanza non sono strumenti per far ripartire l’economia, uno è per chi vuole andare in pensione prima e l’altro è per dare un sostegno a chi ha un reddito basso: sono misure costose e bisogna trovare le risorse per finanziarle. Se si fa in deficit, cioè aumentando il debito, aumentano i rischi per l’economia italiana”, ha dichiarato Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, in un’intervista nella sede delle Acli a margine dell’incontro  per lo “Stato delle cose”.

“Il testo del Def ha un pregio, ossia di essere molto più realistico nelle prospettive a breve termine dell’economia italiana”, ha osservato Cottarelli. “Quest’anno più dello 0,2% che viene messo nei documenti ufficiali, mi sembra difficile da fare”, ha precisato l’economista, sottolineando: “Quello che non mi piace è che il Def non dice nulla su come si risolve il problema dei conti pubblici. Il prossimo anno, a carte ferme e senza aumentare l’Iva andrebbe verso il 3,3-3,4, forse anche il  3,5, del Pil, che è un valore piuttosto elevato”. Cottarelli ritiene che le soluzioni per far ripartire l’economia Italiana siano la lotta all’evasione fiscale, la riduzione degli sprechi nella spesa pubblica, come il taglio della burocrazia “inutile” e l’accelerazione  della giustizia civile.

I numeri di Quota 100

Il neo presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha rivelato in un’intervista rilasciata a “Il Corriere” che al 12 aprile “sono arrivate oltre 117 mila domande, in prevalenza di persone di età tra i 63 e i 65 anni, dipendenti privati. Le domande dal settore pubblico sono intorno a 40 mila, la metà dalla scuola. Sono 55 mila quelle presentate per avere la decorrenza da aprile: 51mila sono state lavorate e di queste 41mila accolte e 10mila no per mancanza dei requisiti. Circa 35 mila pensioni sono in pagamento, le altre lo saranno a maggio. L’importo medio mensile di una pensione “quota 100”è di 1.865 euro”.

Nessuna precedenza a Quota 100 e Reddito di cittadinanza

Secondo quando affermato da Tridico i tempi di liquidazione delle prestazioni ordinarie non si sarebbero allungati per mandare avanti la le richieste per il Reddito di cittadinanza e Quota 100. “Nel primo trimestre 2018 sono state definite il 68% delle domande di pensione, nello stesso periodo del 2019, senza considerare quota 100, tale percentuale è salita al 72%. C’è da essere contenti dell’efficienza dell’istituto, soprattutto considerando che c’è stata una riduzione del personale di oltre mille unità. L’Inps sta rispondendo in modo eccellente al carico di lavoro eccezionale. La legge ha autorizzato 1.004 assunzioni, ma bisogna anche stabilizzare e aumentare i medici nell’istituto”, ha precisato l’economista.

Pensioni al femminile: non solo Opzione donna 

Per Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social, per una previdenza fatta su misura per le donne bisogna partire dal presupposto che #ledonnesonoincredito. “Si può dunque capire come sia necessario trovare una via universale per riconoscere loro almeno un po’ di questo credito o siamo talmente impregnate di attribuzioni di responsabilità e ruoli non voluti, non cercati, stancanti e risolutivi solo per gli altri, da non rendercene neppure conto?”, ha osservato Armiliato

“Una valorizzazione in termini contributivi ancorché anagrafici, ci darebbe la possibilità di ‘tirare il fiato” un po’ prima del previsto, e riallocherebbe anche se inizialmente solo formalmente, il welfare al suo posto giacché, colmare le carenze del sistema non è solo “affare di donne” come in maniera automatica per cultura anzi per sotto-cultura, ci viene attribuito”, ha precisato l’amministratrice del CODS.

A proposito di Opzione donna, misura per le pensioni anticipate al femminile, Armiliato ha puntualizzato” Il riconoscimento di un qualcosa d’altro, dovuto e universale per la platea femminile, non cozza sicuramente con la proroga della misura né la sostituisce, né la inibisce, né la considera inutile perché: SONO DUE QUESTIONI A SE STANTI, PUNTUALMENTE DECLINATE E BEN DISTINTE, CHE SI BASANO SU ASSUNTI DIFFERENTI E NON IN CONFLITTO FRA LORO e che, altresì, convergono entrambe nella possibilità di generare un concreto aiuto per le donne”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MyMagazine.news

Informazioni sull'autore

Scroll to Top