Riforma pensioni: la flessibilità in uscita dopo Quota 100

Riforma pensioni: Opzione donna, Quota 100 ed esodati, le ultime novità

Ieri il Ministro egli Esteri  Luigi Di Maio ha lasciato il ruolo di capo politico del Movimento Cinque Stelle. Nel lungo post di commiato sul Blog della stelle ha rassicurato gli elettori sul futuro del partito: “Per me inizierà una nuova stagione insieme a tutti voi. Le mie funzioni di capo politico passeranno come da regolamento al membro anziano del comitato di garanzia, Vito Crimi, che ringrazio. Abbiamo gestito questo momento insieme nelle ultime settimane. Come stabilito i facilitatori nazionali e regionali saranno ovviamente confermati e risponderanno a lui. E lavoreranno all’organizzazione dell’evento di metà marzo”.

“Ora cosa succederà: Vito Crimi e il team futuro ci porteranno fino agli stati generali. Dove insieme discuteremo la nuova carta dei valori del Movimento. Discuteremo su progetti e temi. Discuteremo Sul cosa. Subito dopo gli stati generali, come già d’accordo con Vito, passeremo al chi”, ha aggiunto Di Maio, precisando che dalle leggi introdotte negli anni di governo del M5S, tra le quali il Reddito di cittadinanza ed Quota 100, “non si potrà più tornare indietro”.

Riforma pensioni: l’incontro tra Governo e sindacati

Resta confermato, frattanto, l’incontro tra il Governo ed i sindacati di lunedì prossimo sul tema delle pensioni e del dopo “Quota 100”. “Ho convocato i sindacati lunedì 27 gennaio al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per riprendere il confronto sulla riforma delle pensioni. L’obiettivo è superare la legge Fornero, come lo decideremo sulla base dei dati e di uno studio concreto e reale”, ha  dichiarato il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo via social. Il segretario generale delle Cgil, Maurizio Landini, in un video messaggio ha precisato l’obiettivo finale della piattaforma composta da Cgil, Cisl e Uil :”Il 27 gennaio  partirà finalmente il confronto per cambiare la Legge Fornero, una legge sbagliata. Sarebbe da irresponsabili non cambiare una norma così iniqua e che ha creato tanti problemi”.

Il sottosegretario al Ministero del Lavoro Francesca Puglisi ha rivelato via social quali sono le linee guida della riforma delle pensioni che lunedì verrà portata alla riunione con i sindacati: “Partendo dalla proposta Nannicini, tento una mediazione con i sindacati. Lunedì si apre il confronto sulle pensioni al Ministero del Lavoro. Sostenibilità ed equità intergenerazionale devono essere i principi guida.

In un’intervista rilasciata a “La Repubblica”, Puglisi ha dichiarato che l’idea di partenza del Governo per la flessibilità in uscita dopo Quota 100 “è simile alla proposta di Nannicini a cui il PD fa riferimento, anche se lì si prevedeva un’uscita a 64 anni e 20 di contributi, ma con il ricalcolo contributivo per chi è nel sistema misto: contributi versati prima del 1996 nel sistema retributivo e altri dopo nel contributivo”, mentre la sua proposta prevede “64 anni e 35 di contributi, senza ricalcolo”.

“Alle donne verrebbe assegnato un anno extra di contributi per ogni figlio, senza limiti di figli. Opzione donna, molto più penalizzante perché ricalcola tutto l’assegno con il contributivo, a quel punto non avrebbe più ragione di esistere. Peri lavori gravosi ed usuranti ed i lavoratori precoci interverrebbe l’Ape sociale, potenziata e resa strutturale. Immagino di includere nell’elenco dei mestieri pesanti anche artigiani e commercianti”, ha  precisato Puglisi. Per quanto riguarda i giovani con carriere contributive discontinue, essi “avrebbero un’integrazione dl loro montante contributivo fino a 750 euro e 15 aggiuntivi per ogni anno oltre i 20 minimi di contribuzione“.

Ghiselli:”Proposta non condivisibile”

La proposta della sottosegretaria al Lavoro Francesca Puglisi sulla riforma del sistema previdenziale “non è condivisibile” secondo il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, in quanto la richiesta di 35 anni di contributi “escluderebbe le categorie più deboli, soprattutto le donne che in media hanno un’anzianità contributiva di 25 anni”.

Ghiselli ha precisato, in un’intervista all’Agi, che tutte le misure introdotte per correggere la legge Fornero, dall’Ape a Quota 100, “hanno falcidiato la componente femminile”. “Sapendo che l’anzianità contributiva sarà sempre più bassa, non si dà risposta al mondo del lavoro di oggi e domani”. ” Noi vogliamo una riforma che non regga per qualche anno ma che resti valida in prospettiva“, ha aggiunto l’esponente sindacale, puntualizzando: “In Europa l’età di uscita legale è tra i 62 e i 65 anni, solo in Italia e Grecia è fissata a 67 anni. Abbiamo i margini per ridurre questa soglia”.

In pensione a 62 anni

 Domenico Proietti, segretario confederale della Uil ha sottolineato che il sindacato è contrario ad ogni ipotesi di subordinare la flessibilità di accesso alla pensione al ricalcolo contributivo. “Il confronto tra sindacati e Governo, che si aprirà il prossimo 27 gennaio, deve puntare a introdurre una flessibilità diffusa di accesso alla pensione intorno a 62 anni”, ha dichiarato Proietti, per il quale: “È molto importante insediare subito la Commissione sui lavori gravosi, che può dare indicazioni rilevanti in questa direzione. Al contempo, separando l’assistenza dalla previdenza sarà chiaro che in Italia ci sono tutte le condizioni di sostenibilità economica per continuare a cambiare la Legge Fornero, nella direzione dell’equità e della giustizia”.

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