Riforma pensioni, flessibilità in uscita: le dichiarazioni di Tridico

Riforma pensioni: Quota 100 e pensioni di cittadinanza. Le ultime dichiarazioni di Tridico

Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, audito ieri presso la Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, ha fornito alcuni dettagli sull’orientamento dell’Ente previdenziale e del tavolo di confronto tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni.

“La riforma verso la quale ci sta orientando il tavolo garantisce maggiore flessibilità in uscita per il pensionamento, questa è la linea sulla quale ci stiamo muovendo”, ha precisato il presidente dell’Inps. Per Tridico: “È improcrastinabile realizzare questa flessibilità più volte annunciata”. Il punto di partenza è il riconoscimento che i lavori non sono tutti uguali.

Tridico: “Superare l’età di pensionamento uguale per tutti i lavoratori”

Il Presidente dell’Inps ha dichiarato in audizione: “Bisogna superare l’età di pensionamento uguale per tutti i lavoratori, tenendo conto della gravosità dei lavori, fermo restando un’età minima di uscita. Quindi da una quota si opera una certa flessibilità. La riduzione dell’importo pensionistico sarà un effetto naturale dentro certi limiti e per bassi salari soprattutto”. “Il lavoratore che usufruisce della flessibilità avrà un montante contributivo minore  rispetto a quello che avrebbe avuto uscendo con l’età prevista dalla legislazione vigente. Modifiche atte a cambiare questo stato di cose richiederebbero risorse aggiuntive, ma è compito del Governo e del Parlamento e quindi non dell’Istituto”, ha chiarito Tridico.

Le linee guida della riforma delle pensioni

Il presidente dell’Inps ha aggiunto: “In questa sede posso solo dire che offrire ai lavoratori che svolgono mansioni più gravose la possibilità di andare in pensione in maniera flessibile sarebbe un ottimo risultato, per usuranti, per gravosi e per donne lavoratrici. Questo è l’orientamento su cui ci stiamo muovendo”. “Ci sarebbe un’età di riferimento, non so quale sarà, ci sono diverse proposte in discussione. Da quell’età di riferimento si opera, attraverso indici di gravosità, una riduzione per mamme lavoratrici, per lavori gravosi e per usuranti, fermo restando il seguente principio che laddove si passi al contributivo, la flessibilità è quasi, direi, un atto dovuto”, ha osservato Tridico.

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