Riforma pensioni: cosa aspettarsi per le donne dopo la proroga di Opzione donna?

Pensioni anticipate: le ultime novità su Opzione donna

Il Governo PD-M5S non è ancora intervenuto in maniera decisa sul sistema previdenziale, ma finora si limitato a confermare le pensioni Quota 100, che proseguiranno, quindi, la loro sperimentazione fino alla scadenza fissata nel 2021 ed a prorogare di un ulteriore anno due misure già attive: Opzione donna e l’Ape sociale. “Quota 100 è una misura temporanea. Ha una durata triennale, l’anno prossimo torneremo ad interrogarci”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa di fine anno.

Il Governo sembra intenzionato a offrire nel futuro nuove soluzioni per il pensionamento anticipato a coloro che svolgono mansioni usuranti o gravose. “Il modo migliore come indirizzo politico è quello di affrontare il tema distinguendo quelli che sono i lavori usuranti e quelli che non lo sono ed offrire delle finestre di pensionamento più anticipato ai lavoratori che espletano prestazioni lavorative usuranti”, ha precisato il Premier.

Riforma pensioni: ci saranno interventi per le donne?

Molte le sono le ipotesi circolanti in questi giorni sugli interventi che potrebbero essere introdotti in ambito previdenziale. “Di certo per il 2020 vale quanto detto fino ad ora in materia di pensione anticipata per le donne. Staremo a vedere come evolverà la situazione in tempi che però si annunciano abbastanza brevi. Già nelle prossime settimane il Governo ha in agenda l’allestimento di un tavolo con i Sindacati, per discutere la materia”, ha affermato in un post Paola Viscovich, amministratrice del gruppo Opzione donna: Le escluse.

Allo stato attuale non è ancora chiaro se Opzione donna verrà ulteriormente prorogata. “Non si comprende quali reali alternative andrebbero a sostituire la misura, quali i requisiti. Sono anni che ci sentiamo ripetere la stessa cosa, per poi arrivare ad ottenere, nel migliore dei casi, il minimo provvisorio. Ma, ciò che con la recente proroga di Opzione Donna anche per quest’anno, riconosciamo essere stato provvidenziale per molte, non può esimerci dal considerare che alla futura previdenza delle donne bisogna pur continuare a pensare, perché ogni scelta è possibile in vigenza di alternative sostenibili. Sappiamo che a molte, questa possibilità di scelta risulta ancora oggi, negata. Chiediamo chiarezza e impegno da parte di tutte le forze politiche interessate davvero ad un reale superamento della legge Fornero“, ha osservato Viscovich.

Come dovrebbe essere una previdenza su misura per le donne?

Alla domanda di MyMagazine su come dovrebbe essere una previdenza su misura per le donne, Paola Viscovich ha risposto:” Si potrebbe partire da 41 anni di contributi senza ulteriori paletti, contemplando, per le donne, uno sconto contributivo adeguato per figli e lavori di cura. In mancanza di ciò infatti, con i 41 per tutti, il vantaggio maggiore riguarderebbe il genere maschile che godrebbe, rispetto alla Fornero, di uno sconto contributivo di 1 anno e 10 mesi, mentre per le donne, sarebbe di soli 10 mesi. Senza contare che per una donna, 41 anni di contribuzione piena, sono pressoché irraggiungibili. Ovvio, infine, che nella malaugurata ipotesi dell’ennesimo rinvio della realizzazione di una seria riforma previdenziale, Opzione Donna deve continuare ad essere, pur con i suoi limiti, una libera possibilità di scelta per le donne”.

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