Pensioni con Quota 100, Opzione donna e precoci: compatibilità con la NASpI

Pensioni anticipate: le novità dal Decreto crescita

L’Inps ha chiarito, con la circolare n. 88 del 12 giugno 2019, gli aspetti connessi al riconoscimento ed al mantenimento di alcune prestazioni a sostegno del reddito in relazione ai trattamenti pensionistici anticipati disciplinati dal decreto-legge n. 4/2019: Quota 100, pensione anticipata, Opzione donna ed il beneficio per i lavoratori precoci. Per quanto riguarda la pensione anticipata, il decreto-legge n. 4/2019, ha previsto che i soggetti che maturano i requisiti contributivi per la pensione anticipata conseguono il diritto al trattamento trascorsi tre mesi dalla maturazione dei predetti requisiti (c.d. finestra).

L’Inps ha chiarito che, in tale caso, è possibile fruire dell’indennità di disoccupazione NASpI fino alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico. Il decreto-legge n. 4/2019 ha previsto che i lavoratori cosiddetti “precoci”, che perfezionano i requisiti dal 1° gennaio 2019, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico secondo le disposizioni previste nei rispettivi ordinamenti, decorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti.

NASpI in caso di pensioni anticipate per i lavoratori precoci

L’Inps precisa che l’avvenuta erogazione del trattamento pensionistico rende incompatibile la percezione della NASpI. “Qualora i soggetti in questione, nelle more del completamento e della definizione dell’iter di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio, risultino fruitori del trattamento di disoccupazione NASpI, la decadenza dalla suddetta prestazione opera dalla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico anticipato.

Nel caso in cui tale decorrenza, indicata nella comunicazione di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio, sia antecedente alla data di invio della comunicazione stessa e, alla medesima data, il beneficio pensionistico non sia stato ancora richiesto, la decadenza dalla suddetta prestazione opera dal primo giorno del mese successivo a quello in cui viene inviata, dall’Istituto, la comunicazione di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio”.

Pensioni anticipate con Quota 100 e NASpI

In caso delle pensioni anticipate con Quota 100, l’Ente previdenziale distingue la platea dei beneficiari in tre categorie. I soggetti che non richiedono l’accesso Quota 100, pur perfezionando nel triennio 2019-2021 i requisiti per il pensionamento anticipato con tale misura, vedranno accolte le domande di indennità di disoccupazione NASpI. Inoltre, se si trovano in corso di fruizione della indennità di disoccupazione NASpI, non decadono da detta prestazione.

Nel caso di soggetti che richiedono l’accesso al trattamento di pensione Quota 100, la decadenza dalla NASpI opera dalla prima decorrenza utile successiva alla domanda di accesso al trattamento pensionistico.

L’applicazione di detto criterio comporta la reiezione delle domande di NASpI per le quali la fruizione dell’indennità dovrebbe decorrere contemporaneamente o successivamente alla prima decorrenza utile della richiesta prestazione di pensione quota 100.

Pensioni anticipate con Opzione donna e NASpI

L’articolo 16 del decreto-legge n. 4/2019 dispone che le lavoratrici che hanno maturato, entro il 31 dicembre 2018, un’anzianità contributiva minima di 35 anni e un’età anagrafica minima di 58 anni, se dipendenti, e di 59 anni, se autonome, possono accedere alla pensione anticipata secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal D.lgs 30 aprile 1997, n. 180, trascorsi: dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendentidiciotto mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

L’Inps  chiarisce che è possibile fruire della NASpI fino alla prima decorrenza utile successiva alla presentazione della domanda di trattamento pensionistico.

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