Pensioni anticipate: tutte le ultime novità sulla proroga di Opzione donna. Il punto di Paola Viscovich

Pensioni anticipate: escluse da Opzione donna le nate nel 1961

La proroga di Opzione donna è stato una dei temi che ha toccato il Vice Premier Luigi Di Maio in un lungo post scritto in occasione della Festa della Mamma. Di Maio ha dichiarato che le risorse stanziate per il Reddito di cittadinanza, ma rimaste utilizzate, verranno impiegate per misure volte al sostegno delle famiglie, della natalità e delle donne. A proposito delle pensioni anticipate in regime di Opzione donna, il leader pentastellato ha osservato: “Proroga opzione donna: mandare in pensione le donne permette di creare quella staffetta generazionale di cui abbiamo sempre parlato. Al momento oltre 11000 donne hanno avuto l’opportunità di andare in pensione. La proposta dovrebbe essere prorogata”.

Le  dichiarazioni di Di Maio si aggiungono alle conferme avute dal sottosegretario al Ministero del lavoro Claudio Durigon, circa la volontà del Governo di prorogare la misura sperimentale per le pensioni anticipate al femminile al 31 dicembre 2019, includendo, in questo modo, le lavoratrici nate nel ’61. Ne abbiamo parlato con Paola Viscovich, amministratrice del gruppo “Opzione Donna: le Escluse”.

Proroga di Opzione donna: il punto di Paola Viscovich

“Siamo liete di notare che esponenti di entrambe le forze politiche al Governo vanno via via sempre più focalizzando l’attenzione sulle donne, come appunto accaduto anche domenica scorsa, prendendo spunto dalla festa della mamma”, ha dichiarato Paola Viscovich in esclusiva a MyMagazine. “Le donne, a maggior ragione se anche lavoratrici, meritano che la politica riconosca loro questa peculiarità che le vede impegnate, come tante altre volte detto, in un doppio e anche triplo lavoro. La famiglia rimane il fulcro su cui si basa la società, sia naturale che civile. Ben venga dunque l’apertura ad ogni iniziativa volta a dare giusta considerazione al lavoro femminile in ogni sua forma. Senza dimenticare di prestare la dovuta attenzione alle donne che hanno alle spalle un congruo numero di anni di lavoro (non meno di 35!) ed un’età anagrafica prossima alla sessantina”, ha aggiunto.

Per Viscovich: “OPZIONE DONNA oggi, ha ancora una ragion d’essere, specie per le donne del 61 vicine ai 60 anni, ed escluse dalla possibilità di accedere ad Opzione Donna perché separate dal gruppo di compagne già esaudite da questo Governo, a causa dell’inaspettato e repentino aumento dell’anno di età che ha stroncato aspettative già anticipate. Se poi queste donne sono anche madri, e oggi sono diventate, o potrebbero diventare, anche nonne, questo può essere solo un altro elemento a suffragio della necessità e dell’urgenza di concedere loro il meritato riposo”.

Opzione donna: “Una possibilità di uscita dal mondo del lavoro”

“Opzione Donna, per molte ragioni, potrebbe anche non essere, in futuro, la misura previdenziale più congeniale alle donne, ma resta il fatto che nell’immediato, in attesa di una definizione più complessiva ed articolata della materia, rimane l’unica possibilità di non bloccare, ADESSO, l’uscita dal mondo del lavoro delle DONNE, nel rispetto delle dovute differenze fra il lavoro maschile e femminile e senza discriminazioni fra donne che, al di là delle situazioni particolari e soggettive, siano accomunate da determinati parametri contributivi e anagrafici”, ha precisato l’amministratrice del gruppo “Opzione Donna: le Escluse.

“Infine, posto che dubitiamo ci sia ancora la necessità di doverlo ribadire, Opzione Donna rimane una scelta e una possibilità soggettiva, rappresenta una possibilità per chi, come noi, a causa dell’età, non può tendere a quota 100 nemmeno se in possesso di ben più di 35 anni di contributi. Spiace dover continuare a spiegare, non tanto al mondo politico, ma spesso ad altri addetti ai lavori, la ragionevolezza delle nostre posizioni”, ha concluso Viscovich.

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