Pensioni anticipate: proroga di Opzione donna, novità in vista?

Pensioni anticipate: proroga di Opzione donna nella prossima legge di bilancio e poi misura strutturale?

Nulla è cambiato per le pensioni anticipate in regime di Opzione donna dopo l’esame delle Commissioni riunite Affari sociali e lavoro della Camera. Il sottosegretario al Ministero del lavoro, Claudio Durigon, ha ribadito molte molte che nella prossima legge di bilancio sarà inclusa la proroga di Opzione donna al 31 dicembre 2019, dando in questo modo la possibilità di accedere alla misura anche alle lavoratrici nate nel ’61.

Lascia, quindi, perplessi il post di Davide Tripiedi, deputato del M5S e vice presidente della Commissione lavoro alla Camera, nel quale vengono descritte le ultime novità provenienti dalla conversione in legge del decreto 28 gennaio 2019, n.4 recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e pensioni. “Sono stati giorni lunghissimi caratterizzati da un lavoro intenso, ma ce l’abbiamo fatta! Le Commissioni riunite Lavoro e Affari Sociali della Camera, hanno fatto il possibile per migliorare il testo arrivato dal Senato”, ha dichiarato Tripiedi.

Decisive le modifiche fatte al “Decretone”

Il  post di Tripiedi prosegue: “Decisive le modifiche fatte al “Decretone”, dopo svariate audizioni, votazioni, inviti al ritiro, riformulazioni e accantonamenti, Il risultato finale è stato soddisfacente: siamo riusciti a perfezionare il testo esistente favorendo l’accesso al reddito di cittadinanza e alla pensione di cittadinanza alle persone diversamente abili! Abbiamo inoltre incrementato il numero delle forze dell’ordine, del nucleo operativo dei Carabinieri e della Guardia di finanza al fine di aumentare sicurezza e controlli a livello nazionale.
E ancora, nel decreto è stata inserita la modifica che stabilisce che non accederanno al reddito persone condannate per reati gravi di tipo mafioso e terroristico. Le risorse recuperate da questa rettifica, andranno ad alimentare il fondo di solidarietà destinato alle vittime di tali reati”.

Per il capitolo pensioni, sono cinque i punti chiave all’interno della norma passati nella discussione delle Commissioni riunite:

Quota 100: viene introdotta la facoltà di scelta in via sperimentale: se si hanno 62 anni di età e 38 anni di contributi, si può decidere, senza nessuna penalizzazione, se andare in pensione o meno.
Blocco dell’aspettativa di vita fino al 2026: questo passaggio normativo permette di evitare l’aumento del requisito contributivo per andare in pensione, lasciandolo bloccato fino al 2026.
Cumulo gratuito: ci sarà la possibilità di ricorrere al cumulo gratuito volto a consentire ai beneficiari il conseguimento di un’unica pensione cumulando i periodi assicurativi non coincidenti posseduti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria, a condizione che non si sia già titolari di trattamento pensionistico.
Ape sociale: prorogata di un anno la cosiddetta Ape sociale che permetterà a diverse categorie di lavoratori di andare in pensione con 63 anni di età e 30 di contributi.

Oggi la discussione del Decreto si sposterà nell’aula di Montecitorio. Noi saremo come sempre determinati nel portare avanti il principio di tutelare i cittadini! Ps: Prossimi obbiettivo Quota 41 e ampliamento Lavori Usuranti!”.

A proposito di Opzione donna, Tripiedi ha dichiarato: “Opzione donna: tutte le lavoratrici dipendenti con 58 anni di età e tutte le lavoratrici autonome con 59 anni di età e 35 di contributi, potranno andare in pensione. L’introduzione di questa modifica normativa rappresenta un grande successo ottenuto da questo Governo! Nelle precedenti legislature, infatti, opzione donna era vincolata all’anno di nascita, cosa che aveva creato infinite diparità. Ora questo ostacolo è stato superato!”.

Paola Viscovich chiede chiarimenti

L’amministratrice del gruppo Opzione donna: Le escluse, ha chiesto urgenti chiarimenti in merito alle dichiarazioni del deputato del M5S. “Buongiorno onorevole ho letto il suo post, relativamente ad OD lei asserisce che tutte le donne indipendentemente dall’anno di nascita ma con 58/59 anni e 35 di contributi potranno accedere alla misura. Ma allora perché le nate nel 1961 che hanno già maturato i requisiti, o li stanno per maturare sono stare escluse????”, ha osservato Viscovich, per la quale “non si possono dare informazioni errate e alimentare speranze”.

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