Pensioni 2019: le ultime novità su pensioni di cittadinanza, minime e lavori gravosi

Riforma pensioni: Quota 100 e rivalutazione. Le ultime novità

Nell’ambito della riforma delle pensioni 2019 è tornato a parlare di aumento delle pensioni minime Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia. Nel corso di un’intervista a Mattino 5, Berlusconi si è mostrato scettico sull’utilità del Reddito di cittadinanza ed ha sottolineato che i bisogni del Paese sono altri. “Bisogna far crescere l’economia aiutando le imprese, cosa che questo governo ha dimenticato di fare. Nel nostro programma ci siamo impegnati a detassare per sei anni le aziende che assumono i giovani”, ha dichiarato.

“La filosofia dei 5 stelle è quella della decrescita. Pensano che non ci sia bisogno di aumentare la ricchezza ma di distribuirla in modo diverso, è un governo di incapaci”, ha dichiarato senza mezzi termini l’ex Premier, aggiungendo:”Il reddito di cittadinanza è una bufala, meglio aumentare le pensioni minime a 1000 euro, e darle anche alle mamme-casalinghe”.

Lavori faticosi e pesanti: presentazione delle domande entro il 1°maggio

È fissato al 1° maggio 2019 il termine della presentazione delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti, per coloro che  perfezionano i requisiti nell’anno 2020. La presentazione delle istanze di riconoscimento del beneficio oltre il termine del 1° maggio 2019 comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato pari ad un mese, per un ritardo della presentazione inferiore o pari a un mese, a due mesi, per un ritardo della presentazione superiore a un mese e inferiore a tre mesi, a  tre mesi, per un ritardo della presentazione pari o superiore a tre mesi.

Agli interessati che presentano domanda entro il 1° maggio 2019 e che perfezionano i prescritti requisiti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, l’Inps comunicherà l’accoglimento della domanda con riserva in quanto l’efficacia del provvedimento è subordinata all’accertamento dell’effettivo perfezionamento dei requisiti entro il 31 dicembre 2020.

Reddito e pensioni di cittadinanza

Secondo il deputato pentastellato Davide Tripiedi, il Reddito e le pensioni di cittadinanza sarebbero un successo. “Altro che flop! Dopo soli due mesi, secondo l’Inps, sono arrivate quasi un milione di domande per il Reddito di Cittadinanza e le persone raggiunte sono più di 2 milioni. I “competenti”, quelli che dicevano che non avrebbe funzionato, che si trattava di solo assistenzialismo, che bisognava fare un referendum per abolirlo, in passato avevano provato a scimmiottarlo partorendo il Reddito di inclusione. Quello sì un flop clamoroso: 80mila domande nel primo mese, con assegni in media di poco superiori ai 100 euro. E, infatti, vi ha aderito, alla fine, solo il 50% della platea totale”, ha dichiarato in un post.
In media invece il Reddito di Cittadinanza pagato è di 520 euro e, inoltre, è distribuito in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale, a differenza del Rei che aveva il 70% di domande al Sud. Tutti questi “esperti” che siedono in Parlamento o che pontificano da comode poltrone televisive, per mesi hanno solamente raccontato delle balle clamorose per denigrare Reddito e Pensione di Cittadinanza e nascondere i disastri fatti negli ultimi anni. Ora dovrebbero chiedere scusa a tutti quegli italiani che grazie a queste misure tornano a sentire lo Stato dalla loro parte e possono finalmente pensare a un futuro diverso”, ha aggiunto.

Tripiedi ha proseguito:”Ci sono anziani che fino ad oggi hanno percepito pensioni di 3-400 euro e che per anni sono stati costretti a fare la fila alla Caritas per un pasto caldo. Tra questi, ci sono moltissime donne che sono il vero motore della famiglia e del Paese. Cosa hanno fatto per loro i politici che hanno governato negli ultimi 20 anni e che oggi sembrano avere una soluzione per ogni problema del Paese? La verità è che oggi i nostri nonni hanno la certezza di poter vivere con una pensione di almeno 780 euro al mese, superiore alla soglia di povertà. I numeri sono solo all’inizio, ma possiamo dire di aver fatto un primo importante passo in avanti in favore degli ultimi, di quelle persone che per anni sono stati dimenticate dallo Stato, per ristabilire quell’equità sociale che ormai sembrava essere solo un sogno”.

Decisamente scettico Mauro d’Achille, amministratore del gruppo “Lavoro e pensioni: Problemi e soluzioni”, il quale, a commento del post di Tripiedi, ha osservato: “Me li trovi dieci anziani cui la pensione è stata portata a 780€?“. Sempre a commento del post del deputato pentastellato, Elide Alboni, amministratrice del Comitato “Esodati, Licenziati e Cessati”, ha puntualizzato: “6000 esodati di cui una percentuale vive ormai, DOPO OTTO ANNI , grazie la Caritas e tuttora in dubbio di un rdc tampone all’ indigenza. Un Esodato/a ha un Diritto Costituzionale ( sentenza 822/12 C.C.) non sciocchezze su FB ...E vive tuttora nell’ indigenza nel timore e rabbia perché NULLA è stato risolto in UN anno intero di….. chiacchiere”.

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