Mostra del Cinema di Venezia 2019: al via domani 28 agosto 2019 la nuova edizione!

Mostra del Cinema di Venezia 2019: al via domani 28 agosto 2019 la nuova edizione!

Si apre domani l’edizione numero 76 della Mostra del Cinema, la più prestigiosa rassegna cinematografica internazionale ospitata sul suolo italiano. Il suo attuale direttore, Alberto Barbera, ha le idee chiare sul messaggio che intende inviare al pubblico, e le ha esposte efficacemente nella conferenza stampa di anticipazione. Scopriamo insieme alcune delle novità che ci riserverà la nuova edizione della Kermesse cinematografica.

Spazio al cinema italiano alla Mostra del Cinema di Venezia 2019.

Innanzitutto, questa Mostra parla italiano, molto più di alcune recenti edizioni del festival. Si tratta di valorizzare le eccellenze del nostro cinema, sia dietro la macchina da presa sia alle prese con l’arte della recitazione. Per fare questo, la scelta deve ricadere su nomi di chiara fama, non solo in termini di incassi al botteghino: accanto ai più noti Salvatores e Archibugi, tra i registi trovano spazio Mario Martone, Pietro Marcello e Franco Maresco; il parterre degli attori è di tutto rilievo, da Alessandro Gassman a Luca Marinelli, da Valeria Golino a Micaela Ramazzotti. Poche ma di grande richiamo le presenze straniere: due nomi su tutti, quelli di Mick Jagger e di Roger Waters.

Una selezione di titoli fuori dai sentieri battuti.

Un altro criterio che ha determinato la scelta dei titoli in concorso riguarda gli argomenti trattati e il taglio narrativo. Barbera ha dichiarato: «Tra i film che ci erano stati proposti, ho scelto quelli che osavano di più». Ciò si traduce in film che trattano i temi della violenza e della crisi, in tutte le loro forme e manifestazioni, al di fuori della retorica passe-partout e delle convenzioni di genere. Ecco perché film come quello di Salvatores, che, pur essendo di assoluto valore, si rivolgono a un pubblico più vasto e accondiscendente, sono stati inseriti nelle sezioni fuori concorso, a favore di titoli meno “di cassetta” ma più esigenti sul piano dell’analisi sociale.

Una chiave di interpretazione del mondo presente.

E infatti la terza linea guida della rassegna è proprio il tentativo di dare risposte agli interrogativi che assillano il mondo contemporaneo, apparentemente incapace di districarsi dal labirinto delle proprie contraddizioni e sempre più scettico e disincantato. Lo sguardo retrospettivo sul passato del nostro paese costituisce una via paradossale, ma ricca di potenzialità, per cercare di analizzare l’attualità, per ricostruire dinamiche ancora oggi pienamente operanti. Ecco perché operazioni come quelle di Mario Martone (che attualizza la pièce di Eduardo “Il sindaco di Rione Sanità” adeguandola ai canoni della malavita organizzata del XXI secolo), di Pietro Marcello (che ambienta a Napoli il ”Martin Eden” di Jack London, con tutte le conseguenze del caso), o ancora di Franco Maresco (che fin dal titolo “La mafia non è più quella di una volta” intende denunciare la deriva morale dei nostri tempi) risultano quanto mai utili per capire chi siamo diventati.

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