Amnistia e carcere, le ultime news ad oggi: nuove aggressioni ai danni della polizia penitenziaria a Padova e ad Aversa

Nuove, violente aggressioni si sono verificate nelle carceri italiane ai danni del personale di polizia penitenziaria, stavolta a Padova e ad Aversa.

Amnistia e carceri, le ultime news: la critica situazione sanitaria nel carcere di Avellino

Nuove aggressioni si sono verificate nelle carceri italiane ai danni del personale di polizia penitenziaria, stavolta a Padova e ad Aversa. A Padova un detenuto nordafricano, mentre veniva accompagnato in infermeria,  ha iniziato a gridare “Allah akbar” ed ha aggredito tre agenti di polizia con una lametta. Il detenuto è in carcere per reati di lesioni, resistenza, rapina a mano armata ed altro.

A commentare l’accaduto è il Segretario Nazionale per il Triveneto del Sappe Giovanni Vona: “Ormai non abbiamo più parole per descrivere le criticità delle carceri del Triveneto e le conseguenti pericolose condizioni di lavoro di chi vi lavora, in primis appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.

Le ultime news dal mondo del carcere: tre agenti aggrediti ad Aversa.

Un detenuto di origine italiana affetto da problemi psichici ha aggredito tre agenti di polizia penitenziaria nel carcere di Aversa con un bastone di legno, ed ha sferrato inoltre calci e pugni. I poliziotti sono stati gravemente feriti e sono state necessarie cure mediche. Già in precedenza il detenuto aveva mostrato atteggiamenti violenti ma, come rende noto Vincenzo Palmieri, il segretario regionale dell’Osapp, la gestione del detenuto non è stata presa in carico dall’ ente competente quale ASL.

Palmieri ha poi fatto sapere di aver chiesto ulteriori 30 unità di personale di polizia per garantire la sicurezza ai detenuti ma anche a chi nel carcere ci lavora, ed inoltre ha augurato pronta guarigione agli agenti coinvolti nell’aggressione.

Anche Donato Capece, il segretario generale del Sappe, ha commentato l’accaduto: “Occorrono interventi immediati e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto, del quale beneficiava il detenuto che ha aggredito il nostro collega. Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre”.

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