Amnistia, carceri e detenuti: un detenuto appicca un incendio nella sua cella a Foggia

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Un grave episodio è avvenuto nel carcere di Foggia. Qui un detenuto con problemi psichiatrici ha appiccato del fuoco nella propria cella ed ha provocato ustioni al sul compagno di cella. A causa del fumo che si è sprigionato dai materassi che hanno preso fuoco, gli agenti di polizia penitenziaria hanno dovuto far evacuare l’intero ramo del carcere. Questa necessaria misura ha provocato la protesta degli altri detenuti del padiglione, che si sono scagliati contro al recluso che ha appiccato l’incendio.

A commentare il grave episodio è il Co.s.p., che ha parlato della difficile gestione dei detenuti che sono affetti da problemi di carattere psichiatrico, che sono mal assistiti e che non hanno un personale competente che li segue.

Le ultime news dal mondo del carcere ad oggi: l’ispezione del partito Radicale Nonviolento nel carcere di Foggia.

Le situazione del carcere di Foggia sta diventando sempre più difficile. Qui vi è un grave sovraffollamento dei detenuti, a cui si aggiunge la carenza di personale (Il Sappe ha più volte ribadito: servirebbero almeno 70 agenti in più), carenze di carattere sanitario e spazi limitati. A parlare della situazione è il partito Radicale Nonviolento, una cui delegazione ha fatto un’ispezione nel carcere foggiano sabato 8 settembre.

La situazione si presenta molto delicata: “Detenuti abbandonati a loro stessi. Il direttore è totalmente assente. La situazione è ancora più critica nella sezione femminile, dove è presente anche un bambino di 2 anni che da un anno e mezzo vive qui dentro senza possibilità di movimento e nessun altro della sua età con cui socializzare: infatti è visibilmente nervoso”, hanno spiegato i radicali che sono stati nel carcere foggiano.

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