Zurigo: reddito di cittadinanza a 2200 euro!

"Reddito di base incondizionato" - che ha non poche affinità con il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle - è il nome del provvedimento adottato, a titolo sperimentale, dal Consiglio Comunale di Zurigo.
Zurigo: reddito di cittadinanza a 2200 euro!

Zurigo (Svizzera) – “Reddito di base incondizionato” – che ha non poche affinità con il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle – è il nome del provvedimento adottato, a titolo sperimentale, dal Consiglio Comunale di Zurigo. Grazie alla mobilitazione della sinistra gli abitanti della principale città elvetica, potranno disporre di una sorta di “salario di Stato garantito” di 2500 franchi mensili, poco meno di 2200 euro. Secondo i canoni svizzeri questo è l’equivalente della soglia di povertà(!). Come prevedeva l’analogo testo di legge, sottoposto a referendum e bocciato lo scorso anno a livello svizzero, il “reddito di base incondizionato” dovrebbe toccare ogni singolo cittadino. Con la differenza che, mentre per gli adulti sarà di 2500 franchi, per i minori dovrebbe essere di 625, più o meno 550 euro. In realtà sia il suo finanziamento che i tempi e modi d’applicazione non sono ancora chiari, visto che al legislativo di Zurigo la proposta è passata con soli due voti di scarto.

Due anni di tempo per rendere la legge esecutiva

“Ci muoviamo con i piedi di piombo”, ha dichiarato alla tv il Consigliere Comunale socialista, Urs Helfenstein. L’esecutivo ha, in effetti, due anni di tempo per stabilire come metterla in pratica. “Il progetto che avevamo proposto a livello nazionale – spiega in un’intervista a Repubblica uno dei sostenitori dell’iniziativa respinta nel 2016, il docente di Economia all’Università di Friburgo, Sergio Rossi -sarebbe stato sostenuto, tra l’altro, tassando le transazioni finanziarie”. “È la dimostrazione- afferma Rossi – che sul piano locale esiste, ormai, la consapevolezza che le sfide poste dalla globalizzazione e dalla digitalizzazione delle attività economiche non possono essere affrontate e superate correttamente, senza modificare in maniera fondamentale l’attuale sistema di protezione sociale, che risale alla seconda metà del secolo scorso”.

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