Riforma pensioni, le ultime novità su quota 41 ad oggi 21 agosto 2018!

Roberto Maroni, intervento sulle pensioni da parte del governo rischia di penalizzare in particolar modo i pensionati del nord ed i lavoratori precoci.
Riforma pensioni, le ultime novità su quota 41 ad oggi 21 agosto 2018!

Per il superamento della Legge Fornero, l’esecutivo gialloverde guidato dal premier Giuseppe Conte è al lavoro su diverse misure da introdurre nella prossima legge di bilancio. In primis si punta sull’introduzione della Quota 100. Essa prevede l’uscita dal mondo del lavoro quando la somma fra età anagrafica e contributi annui versati al fisco raggiunge il valore 100, con un limite minimo a 64 anni e 36 di contributi.

Un’altra misura sul tavolo è quella che permetterebbe di uscire dal mondo del lavoro con il solo requisito contributivo dei 41 o 42 anni e senza obbligo di raggiungimento di alcun requisito anagrafico. A causa di costi eccessivi da sostenere sarà rinviata al 2020.

Pensioni, Roberto Maroni: “Forte penalizzazione per i lavoratori precoci”.

Roberto Maroni, ha affermato tramite un editoriale pubblicato sulle pagine del giornale “Il Foglio” di aver fatto un salto sulla sedia sentendo parlare di espropri proletari. L’ex ministro ha specificato che per la Lega la riforma del sistema pensionistico significa procedere con l’abolizione della Legge Fornero, come più volte ha ribadito il vicepremier e ministro Matteo Salvini, la Fornero ha impedito a tantissime persone di poter fare i nonni e di godersi il meritato riposo.

“Non è un esproprio, ma anche peggio” ha spiegato Roberto Maroni, evidenziando il rischio di produrre un vero e proprio salasso per le Regioni del Nord, in quanto risulterebbero particolarmente colpite. In secondo luogo, per l’ex ministro si rischia di favorire il finanziamento di pratiche assistenziali e clientelari, contrarie alle idee programmatiche della Lega.

E poi Roberto Maroni è convinto che si andrebbe a penalizzare fortemente proprio i lavoratori precoci coloro che hanno iniziato a lavorare in giovane età nelle fabbriche e che sono usciti dal lavoro usufruendo della pensione di anzianità.

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