Riforma pensioni, ultime novità: blocco adeguamento aspettativa di vita

Allo studio del governo Conte c'è il blocco adeguamento biennale della aspettativa di 5 mesi di contributi nel 2019 per il pensionamento anticipato.
Riforma pensioni: blocco adeguamento aspettativa di vita

Secondo quanto trapelato, allo studio del governo Conte c’è il blocco adeguamento biennale della aspettativa di cinque mesi di contributi nel 2019 per i requisiti richiesti per il pensionamento anticipato. A partire dal 1 gennaio 2019 i requisiti per accedere alla pensione subiranno un aumento di 5 mesi. Lo scalino previsto per l’età della pensione di vecchiaia potrebbe essere fissato a 67 anni.

Invece per quanto riguarda la pensione anticipata non ci dovrebbero essere nuovi adeguamenti alla speranza di vita nel 2019 lasciando l’uscita a 42 anni e 10 mesi di contributi per uomini e 41 anni e 10 mesi  per le donne.

Riforma pensioni: allo studio del governo lega-m5s il blocco adeguamento aspettativa di vita.

Lo stop dell’aspettativa di vita è stata annunciata ieri, lunedì 22 ottobre 2018, dal vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio durante l’incontro con i rappresentanti dei lavoratori che hanno 41 anni di contributi ma che non possono andare in pensione perché non hanno raggiunto l’età di vecchiaia.

Nella nota diffusa dal ministero del Lavoro viene riportato che il ministro Luigi Di Maio: «ha incontrato le associazioni che rappresentano i lavoratori lasciati senza tutele dalla riforma Fornero con una lunga storia contributiva. Ha ascoltato le istanze e le difficoltà dei cosiddetti “quota 41 anni” e ha dato mandato ai suoi tecnici di lavorare ad una soluzione da portare in legge di bilancio partendo anche da un’ipotesi di sterilizzazione dell’aspettativa di vita».

Secondo quanto stimato la scorsa settimana dal Presidente dell’Inps, Tito Boeri, le proposte del Governo in materia di accesso anticipato alla pensione rispetto alle regole attuali costerebbero soltanto nel 2019 sette miliardi per poi aumentare raggiungendo in 10 anni per 140 miliardi aggiuntivi.

Sono compresi anche la quota 100, il blocco dell’aspettativa di vita (dopo lo scalino della vecchiaia a 67 anni), la proroga dell’ape sociale e dell’opzione donna mentre non si tiene conto dei risparmi che potrebbero arrivare dall’intervento sulle cosiddette pensioni d’oro.

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