Reddito di Cittadinanza, la stretta è in arrivo!

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Il Reddito di Cittadinanza sarà erogato per un limite massimo di sette mensilità per l’anno 2023 e sarà abolito a partire dal 2024. Come spiega il sito del Sole 24 Ore, i beneficiari tra i 18 e i 65 anni, tenuti alla stipula dei patti per il lavoro e dei patti per l’inclusione sociale e non altrimenti esonerati, saranno vincolati a un periodo di formazione obbligatorio di almeno sei mesi, pena la decadenza dal sussidio.

Partecipazione ai PUC.

I percettori che non hanno adempiuto all’obbligo scolastico, e hanno tra i 18 e i 29 anni, analogamente potranno fruire della prestazione solo frequentando i percorsi di istruzione funzionali all’adempimento dell’obbligo. Oltre a ciò, è previsto che tutti i percettori siano impiegati nei Progetti utili alla collettività (PUC) organizzati dai Comuni e che, in caso di rifiuto della prima offerta lavorativa utile, scatti immediata la decadenza dal beneficio.

Canone di affitto corrisposto direttamente al locatore.

In conclusione, per quanto riguarda i titolari del Reddito di Cittadinanza, l’erogazione della quota relativa al canone annuo previsto nel contratto di locazione non viene più assegnata al beneficiario ma corrisposta, fino a un massimo di 3.360 euro annui, direttamente al locatore. Il titolare di Reddito di Cittadinanza che sottoscriva contratti di lavoro a carattere stagionale o intermittente vedrà la compatibilità di tali contratti col beneficio assegnato, entro il limite massimo di tremila euro.

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