Reddito di cittadinanza, il tetto ai fondi del sussidio!

Verrà approvvato in consiglio dei ministri il decreto legge che contiene Quota 100 e Reddito di cittadinanza nei prossimi giorni. Ecco le novità.
Reddito di cittadinanza 2019, le ultime novità: i paletti anti-furbetti!

L’esecutivo Lega-M5S, nei prossimi giorni approverà in consiglio dei ministri il decreto legge che contiene Quota 100 e Reddito di cittadinanza. Il testo è ancora in fase di revisione, in particolare sulla misura cardine del M5s. Infatti, come viene riportato su Il Corriere della sera: “Ieri è circolata una nuova bozza della relazione tecnica dove le famiglie beneficiarie del sussidio sono stimate in 1,7 milioni, circa 300 mila in più rispetto alle precedenti previsioni, portando il totale degli individui coinvolti a 4,9 milioni (contro i 4,3 di prima).”.

Ciò significa che spunta una clausola di salvaguardia, ovvero la misura avrà un tetto massimo di spesa: se saranno in troppi a chiederlo, se verrà presentato un numero eccessivo di domande, l’importo verrà tagliato e di conseguenza l’assegno sarà più basso. Nell’articolo 12 della bozza del decreto viene stabilito che “in caso di esaurimento delle risorse entro trenta giorni” dalla fine dei soldi “ristabilisce la compatibilità finanziaria mediante la rimodulazione dell’ammontare del beneficio“. E “nuove domande e erogazioni sono sospese”. Poi, quando si riparte, da quel momento in avanti tutti ottengono meno: chi prima aveva 500 euro potrebbe anche scendere a 300 euro.

Reddito di cittadinanza: chi può chiederlo

Il reddito di cittadinanza può essere richiesto dai cittadini italiani o stranieri con permesso di lungo soggiorno da almeno 10 anni. Occorre avere un Isee inferiore a 9.360 euro e un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui se single con una scala di equivalenza che può raggiungere al massimo il 2,1. In pratica con una famiglia di sei persone con quattro minori non si prende il Reddito di cittadinanza se si ha un reddito superiore a 1.050 euro al mese.

Il Rdc viene erogato per 18 mesi e può essere rinnovato dopo la sospensione di un mese. Il beneficiario deve firmare un patto per il lavoro e accettare una di tre proposte di lavoro congrue. Dopo 18 mesi è obbligato ad accettare un’offerta su tutto il territorio nazionale (a meno che nel nucleo non ci siano minori o disabili). Per il 2019 è prevista anche l’erogazione dell’assegno di ricollocazione.

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