PD – Cinque Stelle: un difficile dialogo

Aprire un confronto con il Movimento Cinque Stelle sulle proposte e sui programmi, pensare agli interessi del Paese per evitare di apparire come il partito del No e dell'Aventino. Questi i contenuti del pressing nei confronti di Renzi​ affinché dica sì al dialogo.

Matteo Renzi annuncia che non lascerà la politica in caso di sconfitta alle elezioni!

Aprire un confronto con il Movimento Cinque Stelle sulle proposte e sui programmi, pensare agli interessi del Paese per evitare di apparire come il partito del No e dell’Aventino. Questi i contenuti del pressing nei confronti di Renzi​ affinché dica sì al dialogo. Tuttavia i renziani ortodossi ritengono che sedersi al tavolo vorrebbe dire discutere già sul governo, perché i grillini potrebbero abbassare ogni pretesa, pur di spingere il PD alla trattativa.

Renzi domenica alla trasmissione di Fazio.

Per ora l’ex segretario del Pd ribadisce ai fedelissimi di essere contrario ad un accordo, sostiene che è impossibile trovare convergenze. Sulla stessa linea esponenti a lui vicini come Boschi. Ma l’ex premier – spiegherà le sue tesi domenica alla trasmissione di Fazio – in ogni caso valuta se ammorbidire le proprie posizioni e porre le proprie condizioni.

Due precondizioni per il dialogo PD – M5S.

Ci sono due precondizioni – sottolinea Rosato – nel confronto con i Cinque Stelle: la prima è quella che loro considerino chiuso il dialogo con la Lega e la seconda è che considerino la stagione delle riforme del Pd un elemento positivo per questo Paese.l tentativo in atto dei mediatori nel Pd, come Delrio e Guerini, è quello di evitare la conta interna alla direzione PD prevista per il 3 maggio.

Martina: né subalternità, né pregiudizi.

Sulla stessa linea il reggente Martina insiste sul procedere senza subalternità, ma senza pregiudizi. Con grande rispetto per le opinioni di tutti su questo snodo, tutte legittime di fronte a una scelta molto difficile. Prega tutti di discuterne e rifletterci avendo sempre a cuore l’unità dei dem.

Orfini: Salvini e Di Maio alternativi alla Sinistra.

Il reggente del PD intende rilanciare un segnale di forte unità. Confida si possa trovare un percorso unitario per aprire il confronto con i grillini lasciando la valutazione degli esiti ovviamente ad un altro passaggio finale di giudizio da parte della direzione stessa. Orfini però è categorico: per lui Salvini e Di Maio sono la stessa cosa, alternativi alla Sinistra.

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