Papa Francesco, l’Angelus di oggi 9 febbraio 2020: “La Chiesa ascolta il grido degli ultimi e degli esclusi”

Papa Francesco: l'Angelus del 5 aprile 2020 la Domenica delle Palme

Papa Francesco come di consueto ogni domenica ha celebrato l’Angelus in Piazza San Pietro, appuntamento trasmesso alle 12 in diretta su Rai 1, all’interno del programma religioso A sua immagine condotto da Lorena Bianchetti. Nella puntata che è in onda oggi si celebra la ventottesima Giornata Mondiale del malato, che prende ispirazione dal messaggio del Papa, rivolto agli ammalati, ai poveri che dipendono da Dio e che, hanno bisogno di guarigione. Hanno bisogno che qualcuno si prenda cura di loro, della loro persona.

Gli ospiti della puntata di oggi di A Sua immagine di oggi 9 febbraio 2020.

In questa attività di grande utilità ed importanza vitale per gli ammalati si colloca l’opera degli operatori sanitari, dei medici e degli infermieri. Lorena Bianchetti affronterà questi argomenti con Cosimo Tudisco, don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale della CEI, per la pastorale della salute, e Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche.

La Santa Messa in diretta dall’Opera della Provvidenza S. Antonio in Sarmeola di Rubano (PD) e l’Angelus di Papa Francesco.

Alle 10.55, la linea è passata alla Santa Messa. La celebrazione eucaristica verrà trasmessa dall’Opera della Provvidenza S. Antonio in Sarmeola di Rubano (PD). Alle 12.00, come ogni domenica, ci sarà il consueto spazio per l’Angelus recitato da Papa Francesco in piazza San Pietro. Ci spiega così il Pontefice: «Nel Vangelo di oggi, Gesù dice ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra […]. Voi siete la luce del mondo»….Prima immagine quella del sale che è l’elemento che dà sapore e che conserva e preserva gli alimenti dalla corruzione. Il discepolo è dunque chiamato a tenere lontani dalla società i pericoli, i germi corrosivi che inquinano la vita delle persone.

Si tratta di resistere al degrado morale, al peccato, testimoniando i valori dell’onestà e della fraternità, senza cedere alle lusinghe mondane dell’arrivismo, del potere, della ricchezza. È “sale” il discepolo che, nonostante i fallimenti quotidiani si rialza dalla polvere dei propri sbagli, ricominciando con coraggio e pazienza, ogni giorno, a cercare il dialogo e l’incontro con gli altri. È “sale” il discepolo che non ricerca il consenso e il plauso, ma si sforza di essere una presenza umile, costruttiva, nella fedeltà agli insegnamenti di Gesù

La seconda immagine che Gesù propone ai suoi discepoli è quella della luce che disperde l’oscurità e consente di vedere. Gesù è la luce che ha fugato le tenebre, ma esse permangono ancora nel mondo e nelle singole persone. È compito del cristiano disperderle facendo risplendere la luce di Cristo…Il discepolo di Gesù è luce quando sa vivere la propria fede al di fuori di spazi ristretti, quando contribuisce a eliminare i pregiudizi…far entrare la luce della verità nelle situazioni viziate dall’ipocrisia e dalla menzogna».

In conclusione sottolinea il Pontefice: «Gesù ci invita a non avere paura di vivere nel mondo, anche se in esso a volte si riscontrano condizioni di conflitto e di peccato. Di fronte alla violenza, all’ingiustizia, all’oppressione, il cristiano non può chiudersi in sé stesso o nascondersi nella sicurezza del proprio recinto…La Chiesa si spende con generosità e tenerezza per i piccoli e i poveri: questo non è lo spirito del mondo, questo è la sua luce, è il sale. La Chiesa ascolta il grido degli ultimi e degli esclusi, perché è consapevole di essere una comunità pellegrina chiamata a prolungare nella storia la presenza salvifica di Gesù Cristo».

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