Papa Francesco, Angelus 19 novembre 2023. La fiducia nel Signore ci libera!

Oggi Papa Francesco ha tenuto l'Angelus di oggi, trasmesso su Rai 1 alle 12 nella puntata di A Sua immagine di domenica 19 novembre 2023.

Oggi Papa Francesco ha celebrato l’Angelus di domenica 19 novembre 2023, giorno in cui si festeggia la VII Giornata Mondiale dei Poveri indetta da Papa Francesco. Nella puntata di “A Sua immagine” in onda oggi in studio con Lorena Bianchetti, don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, il professor Luigino Bruni, economista e biblista della Lumsa di Roma e Benedetta Ferrone referente Caritas per i giovani e il volontariato.  

L’Angelus di oggi di Papa Francesco da Piazza San Pietro.

Ci saranno diversi servizi per raccontare le attività che il Papa ha voluto per i poveri in questa giornata. Alle 12.00 andrà in onda come ogni domenica l’Angelus recitato da Papa Francesco da Piazza San Pietro. Scopriamo quale sarà il vangelo odierno commentato dal Pontefice e le parole del Pontefice. Il vangelo di oggi ci presenta la parabola dei talenti. Un pa drone parte per un viaggio ed affida ai suoi servi i suoi talenti, ossia i suoi beni, e li distribuisce in base alle capacità di ciascuno. Al ritorno chiede conto di ciò che hanno fatto. Due di loro hanno raddoppiato quanto ricevuto, ed il Signore li loda, mentre il terzo per paura si è seppellito il suo talento, e può solo restituirlo, ragione per cui riceve un severo rimprovero.

Guardando questa Parabola possiamo imparare due modi diversi di accostarsi a Dio. Il primo modo è quello di colui che seppellisce il suo talento, perchè non sa riconoscere le ricchezze che il Signore gli ha dato, non si fida nè del padrone nè di se stesso, nei confronti di Dio prova paura, non la stima e la fiducia. Non riesce a credere alla bontà di Dio, per questo si blocca e non si lascia coinvolgere nella missione ricevuta. Vediamo il secondo modo, quello di coloro che ricambiano la fiducia ricevuta da Dio, fidandosi di lui, ed investendo tutto quello che hanno ricevuto. Studiano le varie possibilità e prudenzialmente cercano il meglio. Accettano il rischio di mettersi in gioco, si fidano. Hanno il coraggio di agire in libertà, con creatività, generando nuova ricchezza.

Il bivio che abbiamo davanti a Dio: la paura o la fiducia.

Questo è il bivio che abbiamo davanti a Dio, paura o fiducia. Noi tutti, come i protagonisti della parabola di oggi, abbiamo ricevuto dei talenti, ben più preziosi del denaro. Molto di come li investiamo dipende dalla fiducia che abbiamo nel Signore, che ci libera il cuore e ci fa essere attivi e creativi nel bene. La fiducia libera sempre, mentre la paura paralizza.

Si crei nella Chiesa un clima di fiducia che ci aiuti ad andare avanti insieme!

In chiusura il Pontefice: “Chiediamoci infine: Io mi affido a Dio, confido in lui senza scoraggiarmi? So dire ogni giorno nella preghiera Signore io confido in te? Dammi la forza di andare avanti, io mi fido di te. Anche come Chiesa coltiviamo nei nostri ambienti un clima di fiducia, di stima reciproca, che ci aiuti ad andare avanti insieme, che sblocchi le persone e stimoli in tutti la creatività dell’amore. La Vergine Maria ci aiuti a vincere la paura e a fidarci del Signore”.

Il Vangelo di oggi domenica 19 novembre 2023.

Si tratta del Vangelo secondo Matteo, Mt 25,14-30, che parla della parabola dei talenti, e recita così: “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone”.

Cerchiamo di capire che cosa intende Gesù per talenti, e quale insegnamento ci vuole dare con il vangelo di oggi: “Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.

La parabola dei Talenti, non come li intendiamo noi.

I talenti non sono quello che immaginiamo noi, ossia delle spiccate qualità individuali in alcuni settori, ma i beni preziosi che Gesù ci affida per farli fruttare. Vediamo meglio allora come si chiude il Vangelo Odierno: “Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti“».

Il significato della Parabola di oggi nelle parole di Papa Francesco.

L’uomo della parabola rappresenta Gesù, i servitori siamo noi e i talenti sono il patrimonio che il Signore affida a noi, ossia sua Parola, l’Eucaristia, la fede nel Padre celeste, i suoi beni più preziosi. Nella parabola i talenti rappresentano i beni del Signore, ci affida perché li facciamo fruttare. Gesù non ci chiede di conservare la sua grazia in cassaforte, ma vuole che la usiamo a vantaggio degli altri. Tutti i beni che noi abbiamo ricevuto sono per darli agli altri, per farli crescere e fruttare, e farne una grande uso a vantaggio della comunità.

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