Papa Francesco: Angelus oggi domenica 17 giugno 2018. Nei momenti di buio Dio ci salva sempre!

Papa Francesco: l'Angelus di domenica 3 marzo 2019 in Piazza San Pietro!

Oggi domenica 17 giugno 2018 all’interno del programma di Rai 1 a “A Sua Immagine” è stato trasmesso in collegamento in diretta da Piazza San Pietro l’Angelus di Papa Francesco.

L’Angelus di oggi di Papa Francesco in Piazza San Pietro.

Il Pontefice nell’Angelus di oggi ha esortato i fedeli ad aprirsi con fiducia ai piani di Dio. Il Signore ci esorta a un atteggiamento di fede che supera i nostri progetti, i nostri calcoli, le nostre previsioni. Dio sempre è il Dio delle sorprese.

Dentro le pieghe di vicende personali e sociali che a volte sembrano segnare il naufragio della speranza, occorre rimanere fiduciosi nell’agire sommesso ma potente di Dio. Nei momenti di buio e di difficoltà noi non dobbiamo abbatterci, ma rimanere ancorati alla fedeltà di Dio, alla sua presenza che sempre salva.

Nell’odierna pagina evangelica, Gesù parla alle folle del Regno di Dio e dei dinamismi della sua crescita. Nella prima parabola, il Regno di Dio è paragonato alla crescita misteriosa del seme, che viene gettato sul terreno e poi germoglia, cresce e produce la spiga, indipendentemente dalla cura del contadino, che al termine della maturazione provvede al raccolto.

Il messaggio che questa parabola ci consegna è questo: mediante la predicazione e l’azione di Gesù, il Regno di Dio è annunciato, ha fatto irruzione nel campo del mondo e, come il seme, cresce e si sviluppa da sé stesso, per forza propria e secondo criteri umanamente non decifrabili. Esso, nel suo crescere e germogliare dentro la storia, non dipende tanto dall’opera dell’uomo, ma è soprattutto espressione della potenza e della bontà di Dio, della forza dello Spirito Santo che porta avanti la vita cristiana nel Popolo di Dio.

A volte la storia, con le sue vicende e i suoi protagonisti, sembra andare in senso contrario al disegno del Padre celeste, che vuole per tutti i suoi figli la giustizia, la fraternità, la pace. Noi siamo chiamati a vivere questi periodi come stagioni di prova, di speranza e di attesa vigile del raccolto. Infatti, ieri come oggi, il Regno di Dio cresce nel mondo in modo misterioso, in modo sorprendente, svelando la potenza nascosta del piccolo seme, la sua vitalità vittoriosa

Sottolinea Papa Francesco: “Il Signore sempre ci sorprende. È un invito ad aprirci con più generosità ai piani di Dio sia sul piano personale sia su quello comunitario. Nelle nostre comunità occorre fare attenzione alle piccole e grandi occasioni di bene che il Signore ci offre, lasciandoci coinvolgere nelle su e dinamiche di amore, di accoglienza e di misericordia verso tutti“.

Ha proseguito il Pontefice:” L’autenticità della missione della Chiesa non è data dal successo, o dalla gratificazione dei risultati, ma dall’andare avanti con il coraggio della fiducia e l’umiltà dell’abbandono in Dio, Andare avanti nella confessione di Gesù e con la forza dello Spirito Santo, nella consapevolezza di essere piccoli e deboli strumenti nella mani di Dio, che con la sua grazia possono compiere opere grandi, facendo progredire il suo Regno che è giustizia, pace, gioia nello Spirito Santo“.

“La Vergine Maria ci aiuti ad essere semplici, ad essere attenti per collaborare con la nostra fede e con il nostro lavoro allo sviluppo del Regno di Dio nei cuori e nella storia”.

Le parole di Papa Francesco nell’udienza con i Maestri del Lavoro.

Vi riproponiamo alcuni stralci dell’omelia di ieri di Papa Francesco nell’udienza con i Maestri del Lavoro.

La speranza in un futuro migliore passa sempre dalla propria attività e intraprendenza, quindi dal proprio lavoro, e mai solamente dai mezzi materiali di cui si dispone. Non vi è alcuna sicurezza economica, né alcuna forma di assistenzialismo, che possa assicurare pienezza di vita e realizzazione”, ha riaffermato ieri il Pontefice.

Il messaggio che Papa Francesco ha lanciato ieri è quello di rimettere il lavoro al centro delle politiche sociali: “Non si può essere felici senza la possibilità di offrire il proprio contributo, piccolo o grande, alla costruzione del bene comune”.

Per questo “una società che non si basi sul lavoro, che non lo promuova, e che poco si interessi a chi ne è escluso, si condannerebbe all’atrofia e al moltiplicarsi delle disuguaglianze“. Secondo il Pontefice solo una società promuove lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno è quella che “potrà superare gli ostacoli più grandi, attingendo a un capitale umano pressoché inesauribile, e mettendo ognuno in grado di farsi artefice del proprio destino”.

Il Papa ha evidenziato l’urgenza di una “crescita di un contesto sociale più inclusivo e dignitoso” e ha chiesto più volte di mettere “il lavoro al centro”. Ha sottolineato il Pontefice:”Guardiamo con preoccupazione alla condizione attuale dell’umanità e del creato, che portano impressi in profondità segni del peccato, segni di inimicizia, di egoismo, di cieco privilegio di sé“.

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