Papa Francesco, Angelus del 15 dicembre 2019: “L’Avvento è tempo di grazia e di conversione”

Tra poco il Pontefice celebrerà l'Angelus in Piazza San Pietro, trasmesso in diretta su Rai 1 nel programma A sua immagine.

Oggi Papa Francesco celebrerà come di consueto la domenica l’Angelus in Piazza San Pietro, trasmesso all’interno del programma A sua immagine su Rai 1. Il 3 gennaio 1954 sono iniziate le trasmissioni ufficiali della Rai sul canale Nazionale, ma la prima messa del Papa la Rai l’aveva già mandata in onda due anni prima, durante la fase sperimentale, proprio il giorno di Natale, dalla chiesetta di S. Gottardo in Corte, a Milano. Con il passare degli anni la messa divenne un appuntamento fisso della domenica mattina televisiva. Si approndirà nel programma A sua immagine il motivo alla base di tale scelta, dovrebbe essere destinata agli ammalati e a coloro che non possono muoversi da casa, ma che nei fatto ha sempre avuto un’eco vastissima, raggiungendo un vastissimo pubblico.

Gli ospiti di oggi del programma A sua immagine della puntata di domenica 15 dicembre 2019.

Nella puntata di oggi di “A Sua immagine” saranno ospiti di Lorena Bianchetti Vincenzo Corrado, Direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei, e Marino Bartoletti, giornalista, mentre da Milano ci sarà Silvia Motta, esperta di linguaggi televisivi e di analisi dell’audience. Verranno mostrati stralci delle messe dei papi più significative. Dalle riprese di Pio XII, il primo Papa ad apparire in televisione alle messe in montagna di Giovanni Paolo II, alla messa di Natale del 1968 con gli operai delle acciaierie di Taranto celebrata da Paolo VI. Lorenza Bianchetti farà visita al Policlinico Gemelli di Roma per ascoltare le testimonianze di coloro che attendono con ansia la messa della domenica in tv.

La Santa Messa dal Santuario Maria Santissima dei Miracoli in Mistretta (Me)e l’Angelus di Papa Francesco in Piazza San Pietro.

Alle 10.55 la linea passerà alla Santa Messa, sempre in diretta su Rai 1. Oggi la celebrazione eucaristica verrà trasmessa dal Santuario Maria Santissima dei Miracoli in Mistretta (Me). Alle 12.00 ci sarà il consueto appuntamento con l’Angelus recitato da Papa Francesco in piazza San Pietro. Ci spiega il Pontefice: “In questa terza Domenica di Avvento, detta domenica “della gioia”, la Parola di Dio ci invita da una parte alla gioia, e dall’altra alla consapevolezza che l’esistenza include anche momenti di dubbio, nei quali si fa fatica a credere. Gioia e dubbio sono entrambe esperienze che fanno parte della nostra vita…l’uomo di Dio guarda oltre, perché lo Spirito Santo fa sentire al suo cuore la potenza della sua promessa, ed egli annuncia la salvezza: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, […] Egli viene a salvarvi». E allora tutto si trasforma: il deserto fiorisce, la consolazione e la gioia si impadroniscono degli smarriti di cuore, lo zoppo, il cieco, il muto sono risanati. È ciò che si realizza con Gesù: «i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo».

Tale descrizione ci mostra che la salvezza avvolge tutto l’uomo e lo rigenera. Ma questa nuova nascita, con la gioia che l’accompagna, sempre presuppone un morire a noi stessi e al peccato che è in noi. Da qui deriva il richiamo alla conversione, che è alla base della predicazione sia del Battista sia di Gesù…l tempo dell’Avvento ci stimola a questo proprio con l’interrogativo che Giovanni Battista pone a Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Pensiamo: per tutta la vita Giovanni ha atteso il Messia; il suo stile di vita, il suo stesso corpo è plasmato da questa attesa. Anche per questo Gesù lo elogia con quelle parole: nessuno è più grande di lui tra i nati di donna…Come Giovanni, anche noi siamo chiamati a riconoscere il volto che Dio ha scelto di assumere in Gesù Cristo, umile e misericordioso».

L’Avvento è tempo di grazia. Ci dice che non basta credere in Dio: è necessario ogni giorno purificare la nostra fede. Si tratta di prepararsi ad accogliere non un personaggio da fiaba, ma il Dio che ci interpella, ci coinvolge e davanti al quale si impone una scelta. Il Bambino che giace nel presepe ha il volto dei nostri fratelli e sorelle più bisognosi, dei poveri che «sono i privilegiati di questo mistero e, spesso, coloro che maggiormente riescono a riconoscere la presenza di Dio in mezzo a noi».