Papa Francesco, Angelus 22 ottobre 2023. Riconosciamo il ruolo di Dio nel mondo!

Come di consueto la domenica Papa Francesco celebrerà l'Angelus di oggi 22 ottobre 2023, in Piazza San Pietro, un momento di raccoglimento per i fedeli.

Papa Francesco, Angelus di oggi domenica 18 febbraio 2024

Tra poco il Pontefice celebrerà l’Angelus in Piazza San Pietro, trasmesso alle 12 nella puntata di A sua immagine di oggi dedicata Karol Wojtyla, un pontefice, un instancabile viaggiatore capace di cambiare per sempre il volto della Chiesa, rendendola più profondamente missionaria nel mondo. Si parlerà di quelle che sono state le caratteristiche del suo pontificato, le sue idee, le sue azioni in ambito di evangelizzazione e incontro dei popoli, e dei suoi viaggi apostolici.

L’Angelus di Papa Francesco del 22 ottobre 2023!

Come di consueto, Papa Francesco celebrerà l’Angelus di oggi 22 ottobre 2023, in Piazza San Pietro, un momento di raccoglimento per i fedeli, e commento del Vangelo di oggi, secondo Matteo, ossia Mt 22,15-21. Il pontefice di spiega che i farisei si uniscono per tendere una trappola a Gesù. Vanno Da lui e gli chiedono se sia lecito pagare o meno il tributo a Cesare. Si tratta di un inganno, perchè se legittima una tassa si mette dalla parte di un potere politico, ma se dice di no può essere accusato di ribellione contro l’impero. Egli sfugge a questa insidia, e chiede di mostrargli una moneta del tributo. Egli domandò loro: “Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?», loro risposero di Cesare. Allora Gesù disse di rendere a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

Riconoscere il ruolo importante della politica e delle istituzioni da un lato e di Dio dall’altro!

Cosa significano queste parole, che sono diventate di uso quotidiano e che molte volte sono state usate in maniera riduttiva. Spesso sono state interpretate come se Dio avesse voluto dire di tenere separate le cose terrene dalle cose cristiane, la fede dalla vita politica. Si tratta, sottolinea il Pontefice, di una schizofrenia, come se la fede non avesse nulla a che far con la vita di tutti i giorni, con le cose del mondo. Gesù, invece, ci vuole invitare a riconoscere a Cesare, ossia alla politica ed alla vita istituzionale la sua importanza, ed a Dio il suo ruolo fondamentale.

Quale immagine portiamo impressa dentro di noi?

Dobbiamo restituire nella società in cui viviamo un senso di giustizia, vivendo onestamente, pagando le tasse e rispetto le regole del vivere civile, impegnandoci nel bene comune. Poi Gesù afferma la realtà fondamentale, ossia che a Dio appartiene l’uomo, tutto l’uomo, quindi noi non apparteniamo a nessuna realtà terrena, a nessun Cesare, siamo nel Signore, non dobbiamo essere schiavi di nessun potere mondano. A Cesare appartengono le cose di questo mondo, ma noi e l’intero mondo apparteniamo a Dio. Ma io quale immagine porto dentro di me? Tu di chi sei immagine nella tua vita? Ci ricordiamo di appartenere a Dio o ci facciamo o ci lasciamo plasmare dalle logiche del mondo, e facciamo sei dei soldi, della politica e del lavoro i nostri idoli?

Il Vangelo di oggi!

Il testo recita: «In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: “Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo”. Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: “Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: “Di Cesare”. Allora disse loro: Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Il significato della Parabola di oggi!

Come più volte ha sottolineato il Pontefice, Gesù si pone al di sopra della polemica, e da una parte, riconosce che il tributo a Cesare va pagato perché l’immagine sulla moneta è la sua, ma ricorda che ogni persona porta in sé un’altra immagine quella di Dio, e pertanto è a Lui, e a Lui solo, che ognuno è debitore della propria esistenza, della propria vita.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MyMagazine.news

Informazioni sull'autore