Papa Francesco, l’Angelus: “La missione della Chiesa si basa sulla preghiera che itinerante, non è ferma”

Papa Francesco: Angelus e Santa Messa di Pasqua di domenica 12 aprile 2020

Nella giornata odierna di domenica 7 luglio 2019 il Pontefice ha recitato, come di consueto nell’appuntamento domenicale con i fedeli, l’Angelus in Piazza San Pietro, tramesso su Rai 1 all’interno del programma religioso A Sua immagine. La puntata di oggi è stata dedicata alla Luna e al Cosmo, in vista del 50° anniversario del primo allunaggio. Si parlerà della Luna e il cosmo nelle Sacre Scritture e nei discorsi dei vari papi che si sono succeduti nel tempo, ed in particolare si approfondirà il discorso sul rapporto tra Scienza e Fede. Saranno ospiti di Lorena Bianchetti, Umberto Guidoni, primo astronauta europeo ospite della Stazione Spaziale Internazionale, Piero Benvenuti astrofisico dell’Università di Padova, e la divulgatrice scientifica Linda Raimondo.

La Santa Messa in diretta dalla Cattedrale di Teramo e l’Angelus di Papa Francesco in Piazza San Pietro.

Alle 10.55 la linea passerà alla Santa Messa, in diretta su Rai1: la celebrazione eucaristica verrà trasmessa dalla Cattedrale di Teramo. Alle 12.00 ci sarà l’Angelus recitato da Papa Francesco in piazza San Pietro. Il Pontefice, nel lungo videomessaggio per l’intenzione di preghiera del mese di luglio, ha lanciato un invito agli amministratori della giustizia ad operare con integrità e a seguire l’esempio di Gesù. Ha sottolineato il Pontefice: “Preghiamo perché tutti quelli che amministrano la giustizia operino con integrità, e perché l’ingiustizia che attraversa il mondo non abbia l’ultima parola…Dai giudici dipendono decisioni che influiscono sui diritti e sui beni delle persone, la loro indipendenza deve tenerli lontani dal favoritismo e dalle pressioni che possono contaminare le decisioni che devono prendere”. Il monito del Pontefice è quello di seguire l’esempio di Gesù nell’opera di amministrazione della giustizia: “I giudici devono seguire l’esempio di Gesù, che non negozia mai la verità”.

Ci spiega il Pontefice nell’Angelus di oggi Domenica 7 luglio 2019: “L’odierna pagina evangelica presenta Gesù che invia in missione 72 discepoli in aggiunta ai 12 apostoli. Il numero 72 indica probabilmente tutte le nazioni. Infatti nel libro della genesi si menzionano 72 nazioni diverse. Questo invio prefigura la missione della Chiesa di annunciare il Vangelo a tutte le genti”. Sottolinea il Pontefice: “Noi sempre dobbiamo pregare il signore Gesù perché mandi operai a lavorare nel suo campo. Ciascuno di noi lo deve fare con cuore aperto, con un atteggiamento missionario. La nostra preghiera non deve essere limitata solo ai nostri bisogni, alle nostre necessità. Una preghiera è veramente cristiana quando ha anche una dimensione universale. Nell’inviare i 72 discepoli Gesù dà loro istruzioni precise, ossia che esprimono le caratteristiche di quella che sarà la loro missione. La prima è pregate, la seconda andate, la terza è quella di non portare nè borsa nè sacca.

Aggiunge il Pontefice: ”La missione si basa sulla preghiera che è itinerante, non è ferma, e richiede distacco e povertà, e porta pace e guarigione”.  I 72 discepoli, racconta Papa Francesco, tornarono carichi di gioia, non una gioia effimera, ma radicata nella promessa che i lori nomi sono scritti nei cieli. Con questa espressione Gesù intende la gioia interiore, quella indistruttibile che nasce dalla consapevolezza di essere chiamati da Dio a seguire il suo figlio.

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