Papa Francesco, Angelus: “Chi accoglie in sé la santità non può non tradurla in azione concreta nel quotidiano”

Papa Francesco: l'Angelus di domenica 2 febbraio 2020 in Piazza San Pietro

Oggi, domenica 5 gennaio come di consueto la domenica, il Pontefice celebrerà l’Angelus in Piazza San Pietro trasmesso su Rai 1 alle 12 nell’appuntamento domenicale del programma A sua immagine condotto da Lorena Bianchetti. Nella puntata di domenica 5 gennaio 2020 del programma religioso di parlerà della figura dei nonni, che rivestono un ruolo importante all’interno delle famiglie, insostituibile nella crescita dei nipoti.

A sua Immagine: i temi e gli ospiti di domenica 5 gennaio 2020.

Tra gli ospiti della puntata di oggi, domenica 5 gennaio 2020 di A sua immagine ci saranno Don Armando Matteo, docente di teologia alla Pontificia Università urbaniana, Ezio Aceti, psicologo, educatore e nonno, Antonino Vella, nonno che da anni si dedica a raccontare ai più giovani le meraviglie nascoste sotto la superficie del mare. Questa puntata si propone di parlare del ruolo di fondamentale importanza che i nonni rivestono all’interno della comunità familiare, non sufficientemente raccontata.

La Santa Messa dalla Cattedrale di Vallo della Lucania e l’Angelus di Papa Francesco.

Come di consueto alle 10.55 verrà trasmessa la Santa Messa, in diretta su Rai 1 dalla Cattedrale di Vallo della Lucania (SA). Alle 12.00 sarà trasmesso, come ogni domenica, l’appuntamento atteso da tanti fedeli, ossia l’Angelus recitato da Papa Francesco in piazza San Pietro. Sottolinea il Pontefice: “Il Vangelo, con il Prologo di San Giovanni, ci mostra la novità sconvolgente: il Verbo eterno, il Figlio di Dio, si fece carne. Non solo è venuto ad abitare tra il popolo, ma si è fatto uno del popolo, uno di noi! Dopo questo avvenimento, per orientare la nostra vita non abbiamo più soltanto una legge, una istituzione, ma una Persona, una Persona divina, Gesù, che ci orienta la vita, ci fa andare sulla strada perché Lui l’ha fatta prima.

San Paolo benedice Dio per il suo disegno d’amore realizzato in Gesù Cristo. In questo disegno ognuno di noi trova la propria vocazione fondamentale. Qual è? Così dice Paolo: siamo predestinati ad essere figli di Dio per opera di Gesù Cristo. Il Figlio di Dio si fece uomo per fare noi, uomini, figli di Dio. Per questo il Figlio eterno si è fatto carne: per introdurci nella sua relazione filiale con il Padre. Dunque, fratelli e sorelle, mentre continuiamo a contemplare il segno mirabile del Presepe, la Liturgia odierna ci dice che il Vangelo di Cristo non è una favola, non è un mito, un racconto edificante, no…quale progetto concreto ha posto in me il Signore, attualizzando ancora la sua nascita in mezzo a noi?

Ed aggiunge: «Se il Signore continua a venire in mezzo a noi, se continua a farci dono della sua Parola, è perché ciascuno di noi possa rispondere a questa chiamata: diventare santi nell’amore. La santità è appartenenza a Dio, è comunione con Lui, trasparenza della sua bontà infinita…chi accoglie in sé la santità come dono di grazia, non può non tradurla in azione concreta nel quotidiano. Questo dono, questa grazia che Dio mi ha dato, io lo traduco in azioni concrete nel quotidiano, nell’incontro con gli altri. Questa carità, questa misericordia verso il prossimo, riflesso dell’amore di Dio, al tempo stesso purifica il nostro cuore e ci dispone al perdono, rendendoci giorno dopo giorno “immacolati”. Ma immacolati non nel senso che io tolgo una macchia: immacolati nel senso che Dio entra in noi, il dono, la gratuità di Dio entra in noi e noi la custodiamo e la diamo agli altri».

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