Papa Francesco, Angelus di oggi: “L’immobilismo non si addice alla missione della Chiesa”

Domenica 2 febbraio 2020 il Pontefice celebrerà l'Angelus in Piazza San Pietro trasmesso come sempre su Rai 1 alle 12 nel programma A sua immagine.

Papa Francesco: l'Angelus di domenica 2 febbraio 2020 in Piazza San Pietro

Papa Francesco oggi domenica 2 febbraio 2020 celebrerà l’Angelus in Piazza San Pietro trasmesso come ogni domenica su Rai 1 alle 12 all’interno del programma A sua immagine condotto da Lorena Bianchetti. In occasione della Giornata Mondiale della Vita Consacrata, la nota trasmissione nella puntata di oggi domenica 2 febbraio ci condurrà in un lungo viaggio nella vita religiosa, tra i carismi della Chiesa.

Gli ospiti di oggi di Lorena Bianchetti nel programma A sua immagine.

Saranno ospiti di Lorena Bianchetti, Suor Giulia Leone, Suor Alessandra Smerilli delle Figlie di Maria Ausiliatrice e fra Emanuele Gelmi dell’Ordine dei Frati Minori. Si approfondiranno le motivazioni più profonde di una scelta così definitiva ed importante quale quella della consacrazione, fatta di difficoltà e le sfide del tempo presente. Nel corso della puntata, verranno raccontate alcune storie di vocazione.

La Santa Messa trasmessa dalla Chiesa San Martino in Sinalunga (SI) e l’Angelus di Papa Francesco di domenica 2 febbraio 2020.

Alle 10.55, la linea passerà alla Santa Messa, trasmessa dalla Chiesa San Martino in Sinalunga (SI). Alle 12.00 sarà trasmesso, come ogni domenica, l’Angelus recitato da Papa Francesco in piazza San Pietro. Come di consueto vi riporteremo i passi più importanti dell’angelus di oggi. Ci spiega il Pontefice: “Oggi celebriamo la festa della Presentazione del Signore: quando Gesù neonato fu presentato al tempio dalla Vergine Maria e da san Giuseppe. In questa data ricorre anche la Giornata della vita consacrata, che richiama il grande tesoro nella Chiesa di quanti seguono il Signore da vicino professando i consigli evangelici. Il Vangelo racconta che, quaranta giorni dopo la nascita, i genitori di Gesù portarono il Bambino a Gerusalemme per consacrarlo a Dio, come prescritto dalla Legge ebraica…sono colti nel momento in cui fanno esperienza dell’incontro con il Signore nel luogo in cui Egli si fa presente e vicino all’uomo. Si tratta di Maria e Giuseppe, Simeone e Anna, che rappresentano modelli di accoglienza e di donazione della propria vita a Dio. Non erano uguali questi quattro, erano tutti diversi, ma tutti cercavano Dio e si lasciavano guidare dal Signore

L’evangelista Luca li descrive tutti e quattro in un duplice atteggiamento di movimento e atteggiamento di stupore. Il primo atteggiamento è il movimento. Maria e Giuseppe si incamminano verso Gerusalemme…la vita cristiana richiede dinamismo e richiede disponibilità a camminare, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo. L’immobilismo non si addice alla testimonianza cristiana e alla missione della Chiesa. Il mondo ha bisogno di cristiani che si lasciano smuovere, che non si stancano di camminare per le strade della vita, per recare a tutti la consolante parola di Gesù. Ogni battezzato ha ricevuto la vocazione all’annuncio – annunciare qualcosa, annunciare Gesù -, la vocazione alla missione evangelizzatrice: annunciare Gesù! Le parrocchie e le diverse comunità ecclesiali sono chiamate a favorire l’impegno di giovani, famiglie e anziani, affinché tutti possano fare un’esperienza cristiana, vivendo da protagonisti la vita e la missione della Chiesa.

Il secondo atteggiamento con cui San Luca presenta i quattro personaggi del racconto è lo stupore. Maria e Giuseppe «si stupivano delle cose che si dicevano di lui…Queste figure di credenti sono avvolte dallo stupore, perché si sono lasciate catturare e coinvolgere dagli avvenimenti che accadevano sotto i loro occhi. La capacità di stupirsi delle cose che ci circondano favorisce l’esperienza religiosa e rende fecondo l’incontro con il Signore. Al contrario, l’incapacità di stupirci rende indifferenti e allarga le distanze tra il cammino di fede e la vita di ogni giorno. Fratelli e sorelle, in movimento sempre e lasciandoci aperti allo stupore!”.

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