Manovra: oggi in Aula il maxiemendamento. Ecco le ultime modifiche

La discussione al Senato sono iniziati questa mattina alle 9, dopo la sospensione a mezzanotte di ieri. Poi alle 16 è atteso il maxiemendamento alla manovra.
Manovra, tutte le novità su pensioni e tasse

I lavori al Senato sono iniziati questa mattina alle 9, dopo la sospensione a mezzanotte di ieri. Poi alle 16 è atteso il maxiemendamento alla manovra che riassume le modifiche al testo comprensive della rimodulazione dei fondi su reddito di cittadinanza e quota 100, la ‘stretta’ fiscale sui big del web e sul gioco online, contributo di solidarietà delle pensioni d’oro e lo stop all’aliquota ridotta Ires per la Chiesa.

Ecco le ultime modifiche al reddito di cittadinanza, quota 100 e pensioni d’oro

Per quanto riguarda le risorse destinate al reddito di cittadinanza subiranno una sforbiciata di 1,9 miliardi. Secondo quanto trapelato la misura fortemente voluta dal M5S partirà il 1 aprile, consentendo dunque di ridurre i costi per il 2019. Invece, la sforbiciata sarà pari a 2,7 miliardi per quota 100. I lavoratori privati potranno andare in pensione con almeno 62 anni di età e 38 di contributi dal 1° aprile se si sono raggiunti i requisiti entro il 31 dicembre 2018.

Chi, invece, li raggiungerà dopo, potrà andare via 3 mesi più tardi: la finestra è di 3 mesi ed è mobile.  Al contrario, i lavoratori pubblici dovranno dare un preavviso di 6 mesi, ai quali si aggiungono i 3 di finestra mobile. La prima data utile sarà dunque il 1° ottobre. L’assegno di quota 100 non è cumulabile col lavoro dipendente o autonomo, se non fino a 5.000 euro annui per mansioni autonome occasionali e fino ai 67 anni.

Per quanto riguarda, il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro sarà del 15% per i redditi tra 100.000 e 130.000 euro e andrà a salire fino ad arrivare al 40% per quelli superiori a 500.000 euro. Le fasce sono complessivamente 5 e, oltre alla minima e la massima, è previsto un prelievo del 25% per i redditi tra 130.001 e 200.000 euro; del 30% per i redditi tra 200.001 e 350.000 euro; del 35% per i redditi tra 350.001 e 500.000 euro. Dal taglio delle pensioni d’oro è previsto un mini-gettito pari a 76 milioni il prossimo anno, 80 milioni nel 2020 e 83 milioni nel 2021. Il totale è pari a 236 milioni nel triennio.

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