G8, Diaz: la corte di Straburgo ammette il ricorso dei poliziotti

G8, Diaz: la corte di Straburgo ammette il ricorso dei poliziotti

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) di Straburgo ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato dai funzionari di polizia condannati in via definitiva per i fatti accaduti nella scuola Diaz relativi al G8 del 2001. I poliziotti, inizialmente erano stati assolti in primo grado, sono stati poi successivamente condannati in appello e in Cassazione per falso e calunnia. Il blitz alla scuola Diaz-Pertini, avviene nella notte tra il 21 e il 22 luglio, il giorno dopo la morte di Carlo Giuliani, dove alloggiavano i manifestanti antiliberisti giunti per manifestare contro il G8 del 2001.  La scuola era ritenuta come covo dei black bloc, protagonisti di violenti scontri con le forze dell’ordine. Successivamente questa notizia si rivelata falsa e infondata.

Il ricorso dei poliziotti presentato alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Nel ricorso lamentano presunte violazioni del diritto di difesa. La Cedu dovrà ora valutare nel merito il ricorso e, in caso di accoglimento, si aprirebbe la strada alla revisione del processo.  Secondo i funzionari della polizia è stato violato l’articolo 6 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo. Esso stabilisce il diritto dell’imputato di interrogare o far interrogare i testimoni a carico e il diritto a un equo processo.

Per i funzionari, la prima sentenza, che aveva assolto i poliziotti più alti in grado, sarebbe stata ribaltata in appello senza sentire nuovamente i testimoni. Tale questione era stata affrontata ed esclusa dalla Cassazione che aveva rigettato il ricorso degli imputati. I giudici in appello hanno spiegato di non aver operato una diversa valutazione delle testimonianze, ma semplicemente tratto da alcune di esse conseguenze diverse rispetto alla responsabilità degli imputati. Ora spetta alla Cedu che dovrà valutare nel merito della questione. Nel caso di accoglimento con sentenza definitiva dei ricorsi da parte della Cedu come ha spiegato l’avvocato di Maurizio Mascia si aprirebbe la possibilità far ripartire il processo dalla stessa fase in cui si è verificata la violazione. Dunque, il processo Diaz, dopo 17 anni, potrebbe ripartire dal processo di appello.

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