Elezioni comunali 2018: come si vota e le differenze tra i comuni con più o meno di 15000 abitanti

Elezioni comunali 2018: come si vota e le differenze tra i comuni con più o meno di 15000 abitanti

Domenica 10 giugno, in oltre 700 comuni italiani si svolgeranno le elezioni dei sindaci e dei consiglio comunali. Si vota dalle 7 alle 23 e gli eventuali ballottaggi, valido soltanto nei comuni con più di 15.000 abitanti, si svolgeranno il 24 giugno.

Elezioni comunali 2018: le differenze di voto tra i comuni con più o meno di 15000 abitanti.

Il sistema elettorale e la modalità di voto cambia a seconda dei comuni che hanno più o meno di 15mila abitanti. I comuni con una popolazione pari o inferiore ai 15mila abitanti utilizzano un sistema maggioritario a turno unico.

Con questo sistema, viene è eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Per votare si può tracciare un segno solo sul candidato sindaco, solo sulla lista collegata al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che sulla lista collegata.

In tutti questi casi il voto viene attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco. Nel sistema maggioritario a turno unico non è previsto il voto disgiunto, se si traccia un segno sul nome del candidato sindaco e su una lista non collegata, il voto viene considerato nullo.

Per i comuni che superano i 15mila abitanti, si applica un sistema elettorale maggioritario a doppio turno. Con questo sistema, viene eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene almeno il 50% più uno dei voti. Nel caso in cui nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta si tornerà a votare il 24 giugno per il ballottaggio tra i due più votati.

Per votare si può tracciare un segno solo sul candidato sindaco, tracciare un segno solo su una delle liste collegate oppure sia sul candidato sindaco che su una delle liste collegate. In questi ultimi due casi il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista di candidati consiglieri collegata.

Questo sistema elettorale consente di esprimere anche il ‘voto disgiunto‘, tracciando un segno sia sul candidato sindaco ed sia su una lista non collegata. In questo modo il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista non collegata.

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