Brasile, assalto dei seguaci di Bolsonaro contro la democrazia. 400 arresti!

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Brasilia – Analogamente a quanto accaduto con l’assalto al Congresso di Washington del 6 gennaio 2021, a Brasilia si è verificato qualcosa di molto simile: migliaia di seguaci dell’ex presidente Jair Bolsonaro (dalle dieci alle quindicimila persone, riportano fonti locali), scontrandosi con la polizia, hanno invaso il palazzo del Congresso nazionale. Sono stati presi d’assalto anche altri palazzi rappresentativi delle istituzioni del Paese, come la Corte Suprema, il Palazzo Planalto (sede del governo) e quello del Tribunale supremo federale.

Come riporta il sito de La Stampa, la magistratura brasiliana è al lavoro per capire come sia stato possibile l’assalto al Parlamento: ordina una serie di misure per identificare chi ha tollerato l’assalto dei manifestanti ai palazzi del potere, chi li ha protetti e chi finanziati. Rimossi subito il governatore e il responsabile sicurezza. Il giudice della Corte Suprema Federale Alexandre de Moraes ha, infatti, ordinato la rimozione del governatore del Distretto federale di Brasilia Ibaneis Rocha per un periodo di novanta giorni.

Lula ha convocato una riunione d’emergenza!

Rimosso anche il segretario alla Sicurezza Pubblica Anderson Torres, già ministro della Giustizia nel governo Bolsonaro, nominato appena una settimana fa da Lula come responsabile della sicurezza nel Distretto Federale. Era lui a dover gestire la situazione. La decisione è arrivata dopo l’invasione degli edifici del Congresso, del Tribunale federale e del Palácio do Planalto, sede della Presidenza della Repubblica del Brasile. Lula convoca oggi una riunione di emergenza.

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